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Dall’inizio dell’anno sono 137 gli agricoltori morti in modo drammatico

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Nelle ultime ore se ne sono andati Matteo Randazzo, Francesco Tomasoni, Gino Magnabosco. Un’altra tragedia con la stessa, identica dinamica: schiacciati dal trattore.

Dall’inizio dell’anno sono 137 gli agricoltori morti in questo modo drammatico. Rappresentano ben il 17% di tutte le vittime sui luoghi di lavoro in Italia. Significa che in questo Paese muore un agricoltore schiacciato OGNI 46 ORE (uno ogni 1,92 giorni).

I nostri campi sono ormai impregnati del sangue dei lavoratori. E smettiamola con la solita narrazione comoda secondo cui sarebbero “solo anziani col trattore vecchio”: si tratta in larga parte di giovani uomini, donne e lavoratori stranieri.

MA A UCCIDERE È ANCHE IL PRECARIATO, DI CUI TUTTA LA CLASSE POLITICA È RESPONSABILE.

Un sistema fondato sullo sfruttamento, sulla ricattabilità, sui contratti a termine, sui subappalti selvaggi e sui ritmi di lavoro insostenibili cancella ogni tutela e azzera la formazione per la sicurezza. Un precariato sistemico che devasta la vita quotidiana delle famiglie, incidendo drammaticamente persino sulla capacità di acquistare i beni di prima necessità, mentre i prezzi salgono e gli stipendi restano da fame.

Siamo arrivati alla quota spaventosa di1.018  morti complessivi sul lavoro dall’inizio dell’anno. Una strage continua e documentata nell’indifferenza di chi governa e di chi fa opposizione.

Mentre la gente muore per portare il pane a casa, la politica preferisce perdersi nei soliti teatrini: alla gente non frega niente se Salvini sarà fischiato a Pontida, che Conte un giorno si e l’altro pure dice che non vuole mandare armi all’Ucraina, che la Schlein non doveva mandare una lettera conciliante alla Meloni. E all’Opposizione  di sinistra che si è occupata solo dei diritti civili ha perso il mondo del lavoro che si è sentito abbandonato.

E sempre

  • I soliti slogan da palco e le passerelle mediatiche.
  • Le tattiche di partito per non regalare voti agli avversari.
  • Le passerelle di chi incassa lo stipendio pubblico senza muovere un dito per tutelare gli agricoltori e gli autotrasportatori.

Alla gente comune non frega un cazzo dei vostri giochi di palazzo mentre la gente si ammazza di lavoro o muore nei campi e nei cantieri. È una vergogna di Stato!

Servono subito campagne informative capillari sui rischi dei mezzi agricoli dirette alle famiglie e alle aziende che impiegano autotrasportatori supersfruttati, interventi strutturali sulla sicurezza e l’eliminazione immediata della precarietà che uccide.

VOGLIAMO UN LAVORATORE CHE DIVENTI CANDIDATO COME PRIMO MINISTRO e al MINISTERO DEL LAVORO E NON I SOLITI BUROCRATI DI PARTITO

(Dati e cura dell’Osservatorio Indipendente di Bologna contro le morti sul lavoro – Carlo Soricelli)

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