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 C’è chi vola e chi si intossica: Indagine qualità aria aeroporto di Bologna anni 2024-2026

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C’è chi vola e chi si intossica: Indagine qualità aria aeroporto di Bologna anni 2024-2026

di Federico Licastro, già professore di Immunologia Università di Bologna, per Comitato Bologna Aeroporto Incompatibile

 Premessa

I dati relativi ai livelli di inquinamento dell’aria cioè particolati (PM), biossido di azoto (NO2), benzene e ozono (O3) delle aree limitrofe all’aeroporto Gugliemo Marconi sono presentati in questo articolo e sono il frutto di una richiesta di discussione civica fra lo scrivente e il Comitato Bologna Aeroporto Incompatibile. Da questa interazione che ho trovato molto stimolante ho tratto lo spunto per raccogliere i dati e per scrivere questo articolo informativo ad uso di tutta la cittadinanza di Bologna e per stimolare l’intervento delle istituzioni cittadine a tutela della salute dei bolognesi.

Sommario

I livelli mensili di  PM10 per gli anni considerati sono molto superiori ai limiti fissati da OMS e spesso anche a quelli della UE.  Mentre quelli attuali italiani sono superati nei mesi invernali. I livelli di PM2,5 superano saltuariamente i limiti nazionali, sempre quelli OMS e quasi sempre quelli UE.  I livelli NO2 sarebbero in linea con i limiti massimi nazionali attuali, ma superano sempre i limiti fissati da OMS e UE.  Il livello di benzene, uno dei più studiati cancerogeni, risulta sempre rilevabile alle centraline con livelli significativamente più alti nei mesi invernali.  Cioè le popolazioni limitrofe all’aeroporto sono costantemente esposte al cancerogeno. I livelli di O3 risultano meno chiaramente qualificabili in relazione alla salute pubblica dato le diversità non solo quantitative nei limiti fissati dall’Italia, OMS e UE. Infine, per i livelli degli PM10, PM2,5 NO2 e Benzene nei primi sei mesi del 2026 si nota un tendenziale peggioramento complessivo, particolarmente evidente per il benzene nei mesi invernali. 

Introduzione

Voli, ambiente, Gas serra e particolato:  L’aviazione commerciale globale produce il 2,4% delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2) nel 2018, quasi quanto ne producono intere nazioni quali il Giappone o la Germania.  In totale, si stima che l’inquinamento dovuto al traffico aereo causa un aumento del riscaldamento globale compreso fra il 5 e il 7%.

Benché il 70% delle emissioni siano di CO2, gli aerei emettono altri gas serra che hanno un impatto ancor più significativo sull’ambiente. Ad esempio, le scie di condensazione, formate da particelle di vapore acqueo, sono tra le più importanti responsabili dell’aumento delle temperature globali. Un aereo di linea su una rotta lunga inquina come circa 600 auto Euro 0.   Tuttavia, l’inquinamento dei voli include anche le polveri sottili e si devono considerare anche gli ossidi di zolfo, il monossido di carbonio, gli idrocarburi non bruciati e il particolato (PM). Questi inquinanti sono rilasciati maggiormente durante la fase di decollo e nei pressi degli aeroporti contribuiscono a peggiorare la qualità dell’aria della zona limitrofa. Ogni anno più di  600 milioni di tonnellate  di anidride carbonica  vengono rilasciati dagli aerei nella troposfera e nella bassa stratosfera, insieme a ossidi di azoto. Più è alta la concentrazione di sostanze tossiche, più le piogge sono acide e hanno un impatto negativo sull’ambiente.   Secondo una ricerca del quotidiano inglese Guardian, un volo andata e ritorno da Londra a New York rilascia nell’atmosfera 986 kg di anidride carbonica per ogni passeggero. Per un volo a breve raggio, Milano- Roma vengono rilasciati 129 kg di CO2 a persona.  Un altro fattore di notevole importanza riguarda l’inquinamento acustico che influenza pesantemente la qualità della vita delle persone che vivono o lavorano vicino agli aeroporti.

Aerei e salute:  L’esposizione alle particelle di PM può correlarsi a malattie gravi e le particelle PM10 e 5  penetrano profondamente nei tessuti umani, raggiungendo anche il cervello e la placenta. Circa 52 milioni di europei vivono a meno di 20 chilometri dai maggiori aeroporti, e sono esposti ai PM che causano ipertensione, diabete e demenza. Ad esempio, l’analisi condotta attorno all’aeroporto di Amsterdam Schiphol in Olanda ha trovato correlazioni positive con 350.000 casi di ipertensione, 420.000 di diabete e 23.000 di demenza (1).  Nonostante l’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità lanciato ormai da più di quindici, anni non esistono ancora regolamentazioni sui livelli di sicurezza dei PM emessi dagli aerei.  L’Unione Europea ha proposto normative severe per limitare le emissioni dell’aviazione.  Il Pacchetto Clima ed Energia 2030 stabilisce obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni, inclusi quelli specifici per il settore aeronautico. Le leggi nazionali degli Stati membri dovrebbero promuovere ulteriormente l’adozione di tecnologie sostenibili e pratiche operative più verdi, ma ancora nessuna decisione vincolante è stata presa e il settore continua a inquinare liberamente e senza alcun tipo di controllo. Noi tutti quando facciamo il pieno di benzina o diesel paghiamo le accise, mentre il cherosene per trasposto aereo non è tassato. Il paradosso è grave; chi più inquina non paga!  Sono 1,6 milioni i cittadini italiani esposti alle particelle ultra fini derivanti dall’aviazione, ossia gli abitanti che vivono in un  raggio di 20 km dai due aeroporti più trafficati d’Italia: Roma Fiumicino e Milano Malpensa. L’esposizione ai PM,e in particolare alla componente più piccola del particolato  induce lo sviluppo a lungo termine di malattie gravi e croniche, quali malattie respiratorie, cardiovascolari, diabete e complicazioni durante la gravidanza. Manca in Italia una regolamentazione sulla concentrazione dei PM  prodotti dai voli aerei di linea e come già ricordato non esistono soglie di concentrazione fissate per legge di questi inquinanti nell’aria. L’aviazione è dunque una fonte significativa di inquinamento globale e di rischio per la salute pubblica. Ben vengano iniziative legislative che potrebbero aiutare nella tutela dell’ambiente e della salute pubblica.  Occorre però che le decisioni vengano prese e soprattutto che si cerchi di sostenere forme diverse di trasporto, meno impattanti e più sostenibili quali il treno. 

Inquinamento aria e infanzia:  Secondo “Policy Brief” pubblicato dall’Unicef. 5.480 bambini con meno di un anno in 23 Paesi e territori dell’Europa e dell’Asia centrale sono morti per cause legate all’inquinamento atmosferico nel 2021,  I decessi legati all’inquinamento atmosferico rappresentano 1 su 5 di tutti i decessi dei bambini sotto l’anno di età. “Breathless beginnings: policies to protect children from air pollution in Europe and Central Asia” rileva che nelle principali città dell’Europa e dell’Asia centrale l’inquinamento atmosferico supera regolarmente i livelli considerati sicuri dall’Oms, diventando il principale rischio ambientale per la salute dei bambini.  L’esposizione precoce e frequente all’inquinamento atmosferico – anche all’interno del grembo materno – porta alla riduzione e alla ristrutturazione dei polmoni e aumenta il rischio di polmonite, infezioni delle vie respiratorie superiori, otiti, asma, allergie ed eczemi. Respirare aria inquinata può anche causare infiammazioni al cervello, ostacolando la crescita e compromettendo lo sviluppo cognitivo.

Bologna e il suo aeroporto:  Dalla pagina web dell’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna si legge:“I movimenti aerei annuali sono stati 38.029, il traffico cargo è stato pari a 38.854 tonnellate. Nel 2022 con 8.485.290 passeggeri, è risultato essere il settimo aeroporto italiano per traffico passeggeri.   Nel 2023 sono stati complessivamente 9.970.284 i passeggeri registrati, in crescita del 17,4% rispetto al 2022, 78.658 i movimenti (+11,0%) e 50.994 le tonnellate di merce trasportata (-7,6%). Numeri che hanno permesso allo scalo bolognese di confermarsi al settimo posto in Italia per numero di passeggeri.

Analizzando le performance dei vettori, Ryanair si conferma la prima compagnia sullo scalo con il 53,3% del traffico totale, seguita da Wizz Air con il 9,7%, in crescita rispetto al 5,4% del 2019 e da Air France con il 2,9%.

Tanti voli tanto inquinamento e i relativi disagi certamente non mancano.

Ad esempio, si è assistito da alcuni anni a un sorgere di comitati civici di protesta contro l’inquinamento acustico soprattutto nelle ore notturne provocato dai frequenti voli notturni. Dopo anni di discussioni confronti e litigi, finalmente abbiamo assistito ad una meritevole presa di posizione dell’amministrazione comunale contro l’inquinamento acustico causato dai voli.  Infatti il sindaco ha fatto pressioni sulle istituzioni preposte al controllo del traffico aereo e l’ENAC ha emesso un’ordinanza che vieta i voli dopo le 23,00 e prima delle 6,00.

Certamente ciò ha contribuito a diminuire i disagi dei cittadini che vivono più vicino allo scalo aeroportuale e migliorare la qualità del sonno. 

Tuttavia, non si è ancora preso nessun provvedimento per gli inquinanti emessi dai motori degli aerei.  L’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna ha chiuso il 2025 con un record storico di 11.126.959 passeggeri (in aumento del 3,4% rispetto al 2024), confermandosi come il 7° aeroporto italiano per traffico passeggeri. Ma non finisce qui, infatti, bisogna tener conto anche del traffico aereo dedicato al trasporto commerciale. Il traffico merci e posta dell’aeroporto di Bologna ha registrato un totale di 53.720.308 kg nel corso del 2025, segnando un lieve decremento del 4,7% rispetto al 2024.

Indagine ambientale.

Metodi

Utilizzo dati misurazione dei livelli di inquinanti dell’aria delle 2 centraline ARPAER in prossimità dello scalo aeroportuale:Sono stati scaricati e elaborati i dati ARPA ER utilizzabili relativi alle centraline di rilevamento qualità dell’aria di Lippo di Calderara e Via Agucchi a Borgo Panigale; queste sono le centraline di riferimento e più vicine all’aeroporto G. Marconi. Nelle tabelle sono riportati solo i dati medi mensili, ma sono disponibili anche i dati giornalieri in cui le punte di inquinamento sono spesso molto più elevate. A piè delle tabelle sono riportati i limiti di legge secondo l’attuale legislazione italiana, i limiti molto più severi indicati dall’OMS già da alcuni anni e quelli indicati dalla UE che l’Italia si è impegnata a rispettare  dal 2030.

Risultati

Qualità aria aeroporto di Bologna 2024 – Dati medi mensili

MeseStazionePM10 (mu g/m^3)PM2.5 (mu g/m^3)NO2 (\mu g/m^3)    Benzene (C_6H_6) (mu g/m^3) O3 (mu g/m^3)
GennaioLippo3221391,6 10
 Agucchi3426451,4  __
FebbraioLippo3221381.0 15
 Agucchi3626471.1 —
MarzoLippo1911230,3 27
 Agucchi2011381.5 —
AprileLippo157180,3 50
 Agucchi179390,3 —
MaggioLippo127150,2 57
 Agucchi147220,2 —
GiugnoLippo158130,2 70
 Agucchi178110,2 —
LuglioLippo169150,2 79
 Agucchi179100,2  —  
AgostoLippo 1710160,4 74
 Agucchi 179110.3 —
SettembreLippo 1710 —0,5 50
 Agucchi 179170,3 —
OttobreLippo 1910—0,8 27
 Agucchi 2010160,4 —
NovembreLippo 3627261,4 13
 Agucchi 3725280,9 —
DicembreLippo 2519311,8 13
 Agucchi 2819351,1 —

Limiti legislazione Italia:  PM10: 40 µg/m³ / anno   PM2.5: 25µg/m³  / anno   NO2: 40 µg/m³  / anno  O3: 120 µg/m³ giornaliero  C6H6: 5µg/m³ / anno

Limiti OMS 2021:  PM10: 15µg/m³    PM2.5: 5µg/m³   NO2: 10µg/m³   O3: 60 µg/m³ (6 mesi) C6H6: 0,0 µg/m³

Limiti UE legislazione (Italia 2030):  PM10: 20µg/m³   PM2.5: 10 µg/m³   NO2: 20 µg/m³   O3: 60 µg/m³ (6 mesi)  C6H6: 3,4 µg/m³               

 

Qualità aria aeroporto di Bologna 2025 – Dati medi mensili

MeseStazionePM10 (µg/m³)PM2.5 (µg/m³)NO2 (µg/m³)    Benzene (C6H6) (µg/m³) O3 (µg/m³)
GennaioLippo3225271,9 13
 Agucchi3423321,0  __
FebbraioLippo343026— 20
 Agucchi3329330,9 —
MarzoLippo1712210,7 42
 Agucchi1912250,5 —
AprileLippo1610150,5 49
 Agucchi1810170,3 —
MaggioLippo139130,3 55
 Agucchi148130,2 —
GiugnoLippo2316130,3 93
 Agucchi2516130,3 —
LuglioLippo159100,2 82
 Agucchi1610130,2 —
AgostoLippo1812110,3 81
 Agucchi1911120,3 —
SettembreLippo1515150,3 54
 Agucchi1615160,3 —
OttobreLippo1913250,8 30
 Agucchi2013300,9 —
NovembreLippo2520261,2 22
 Agucchi2618331,3 —
DicembreLippo—59251,7 11
 Agucchi2941321,7 —

Limiti legislazione Italia:  PM10: 40 µg/m³ / anno   PM2.5: 25µg/m³  / anno   NO2: 40 µg/m³  / anno  O3: 120 µg/m³ giornaliero  C6H6: 5µg/m³ / anno

Limiti OMS 2021:  PM10: 15µg/m³    PM2.5: 5µg/m³   NO2: 10µg/m³   O3: 60 µg/m³ (6 mesi) C6H6: 0,0 µg/m³

Limiti UE legislazione (Italia 2030):  PM10: 20µg/m³   PM2.5: 10 µg/m³   NO2: 20 µg/m³   O3: 60 µg/m³ (6 mesi)  C6H6: 3,4 µg/m³

Qualità aria aeroporto di Bologna 2026 – Dati medi mensili

MeseStazionePM10 (µg/m³)PM2.5 (µg/m³)NO2 (µg/m³)    Benzene (C6H6) (µg/m³) O3 (µg/m³)
GennaioLippo3531291,8 16
 Agucchi3529371,9  __
FebbraioLippo__19231.2 25
 Agucchi2517301.4 —
MarzoLippo2621190,7 40
 Agucchi3221291.1 —
AprileLippo1713100,4 60
 Agucchi2012170,5 —
MaggioLippo__9100,2 71
 Agucchi169110,4 —
GiugnoLippo1913100,2 94
 Agucchi211290,3 —
LuglioLippo2014140,2 95
 Agucchi1811100,4  -­–
AgostoLippo      
 Agucchi      
SettembreLippo      
 Agucchi      
OttobreLippo      
 Agucchi      
NovembreLippo      
 Agucchi      
DicembreLippo      
 Agucchi      

Limiti legislazione Italia:  PM10: 40 µg/m³ / anno   PM2.5: 25µg/m³  / anno   NO2: 40 µg/m³  / anno  O3: 120 µg/m³ giornaliero  C6H6: 5µg/m³ / anno

Limiti OMS 2021:  PM10: 15µg/m³    PM2.5: 5µg/m³   NO2: 10µg/m³   O3: 60 µg/m³ (6 mesi) C6H6: 0,0 µg/m³

Limiti UE legislazione (Italia 2030):  PM10: 20µg/m³   PM2.5: 10 µg/m³   NO2: 20 µg/m³   O3: 60 µg/m³ (6 mesi) C6H6: 3,4 µg/m³

Limitandosi al dato medio mensile per semplicità di analisi e comunicazione, risultano evidenti i seguenti fatti:

1) Per quanto riguarda i PM10 per gli anni considerati i livelli mensili sono molto superiori ai limiti fissati da OMS e spesso anche a quelli della UE.  Mentre quelli attuali italiani sono superati nei mesi invernali.

2) I livelli di PM2,5 superano saltuariamente i limiti nazionali, sempre quelli OMS e quasi sempre quelli UE.

3) I livelli NO2 sarebbero in linea con i limiti massimi nazionali attuali, ma superano sempre  i limiti fissati da OMS e UE.

4) Per il benzene, uno dei più studiati cancerogeni chimici, va segnalato che l’OMS giustamente fissa il limite a 0. Entrambe le legislazioni italiane e UE fissano un limite massimo, diverso fra le due, ma non ne chiedono ipocritamente la scomparsa. Questo cancerogeno risulta sempre rilevabile alle centraline con livelli significativamente più alti nei mesi invernali.  Ciò vuol dire che soprattutto le popolazioni limitrofe all’aeroporto sono costantemente esposte al cancerogeno. Con tutti i danni che conseguono ad una esposizione cronica per via aerea al più noto cancerogeno da ormai più di 50 anni.

5) I livelli di O3 risultano meno chiaramente qualificabili in relazione alla salute pubblica dato le diversità non solo quantitative nei limiti fissati dall’Italia, OMS e UE.

6) Per livelli degli inquinanti PM10, PM2,5 NO2 e Benzene nei primi sei mesi del 2026 si nota un tendenziale peggioramento complessivo, particolarmente evidente per il benzene nei mesi invernali. 

Conclusioni e discussione

Gli inquinanti aerei in prossimità dell’aeroporto G. Marconi sono elevati e paragonabili ai livelli riscontrati dalla centralina di porta San Felice in Bologna che è considerata una delle aree più inquinate del comune.  I livelli elevati, oltre i limiti OMS e UE, in particolare dei PM10 e PM 2,5 sono sicuramente deleteri per la salute della popolazione esponendoli a rischio aumentato di malattie respiratorie, cardiovascolari e tumori.  La costante esposizione a livelli rilevabili di benzene aumenta il rischio di cancro non solo delle vie respiratorie (carcinoma polmonare), ma anche di leucemie (leucemia mieloide acuta e linfoma non Hodkin).  Ciò è particolarmente rilevante per la salute delle componenti più fragili della cittadinanza quali i bambini, gli anziani e le donne in gravidanza.  Infine, a corroborare questa ipotesi sul rischio salute aumentato vi sono i dati epidemiologici facilmente rintracciabili, sia del Comune di Bologna (1) e USL Bologna (2) che del Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale dell’Università  bolognese  (3), che rilevano uno stato di salute più compromesso già censito in anni recenti fra gli abitanti dei quartieri Navile, Pescarola, Borgo Panigale e Oca.  Queste sono le zone limitrofe all’aeroporto, alla tangenziale e all’autostrada. Infine, va sottolineato che già oggi è presente un rischio salute in parte attribuibile all’aeroporto, ma senza dimenticare il contributo di tangenziale e autostrada, per la popolazione non solo dei su menzionati quartieri, ma di tutta la cittadinanza bolognese.  Infatti, studi a livello nazionale (4,5,6, 7) e internazionali (8) mostrano che gli effetti deleteri sulla salute sono rilevabili fino a 20 Km di distanza da un aeroporto trafficato. Un aumento del traffico aereo nello scalo bolognese aumenterebbe ulteriormente l’impatto negativo con ripercussioni non trascurabili sulla salute della cittadinanza residente.

Questo primo approccio ambientale alla qualità dell’aria nell’area limitrofa all’aeroporto G. Marconi pur con i limiti strumentali e metodologici sicuramente presenti, non vuole essere esaustivo dell’argomento che si auspica istituzioni qualificate potranno approfondire.  Tuttavia, è un accorato  invito a considerare seriamente la situazione socio-ambientale e sanitaria delle aree prese in considerazione e un appello a avviare provvedimenti atti alla tutela della salute della popolazione.

Riferimenti bibliografici:

1) Research into ultrafine particles AMS Schiphol. 2022-2025.  https://www.schiphol.nl/en/sustainability/research-into-ultrafine-particles/

2) Profilo di salute della popolazione residente in prossimità dell’Aeroporto G. Marconi di Bologna 2013-2015. Comune di Bologna Archivio  Notizie pubblicate da luglio 2012 a giugno 2021. https://archivio-notizie.comune.bologna.it/wp-content/uploads/2018/11/Profilo-di-salute-zona-aeroporto-26nov_relazionepubblica.pdf

3) Profilo di salute della popolazione residente in prossimità dell’Aeroporto G. Marconi di Bologna

ASL Bologna 2018. Reperibile sul sito ASL Bologna https://www.ausl.bologna.it/servt/dipt/dsp/uo/epscr/archivio-profili-di-salute

4) L’equità nel diritto alla salute: il contrasto alle disuguaglianze nella città di Bologna, Gruppo di ricerca del Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI) dell’Università di Bologna. 2025.  https://www.disuguaglianzedisalute.it/lequita-nel-diritto-alla-salute-il-contrasto-alle-disuguaglianze-nella-citta-di-bologna/

5) Trasport & Enviroment, Italia;  25 giugno 2024 Comunicato stampa: Le particelle ultrafini degli aerei mettono a rischio la salute di 1,6 milioni di italiani.  https://www.transportenvironment.org/te-italia/articles/le-particelle-ultrafini-degli-aerei-mettono-a-rischio-la-salute-di-1-6-milioni-di-italiani

6) Impatto dell’aviazione civile sulla qualità dell’aria locale: un’indagine all’interno di due aeroporti internazionali dell’Italia centrale. Ubaldi Giammarco Tesi di Laurea 2024/2025. Università Politecnica delle Marche, Dipartimento di scienze della Vita e Ambiente. https://tesi.univpm.it/handle/20.500.12075/3/browse?type=title&sort_by=ASC&order=1&rpp=20&etal=-1&starts_with=L&offset=4811

7) Carla Ancona e Giorgio Cattani. Impatto dell’inquinamento ambientale prodotto dagli aeroporti sulla salute dei residenti. 2005. Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regione Lazio e Ministero Italiano della Salute.  https://www.isprambiente.gov.it/files/aree-urbane/presentazione_ancona_aree_urbane_2012.pdf

8) Trasport & Enviroment, Italia Comunicato stampa: Aeroporti europei  “Piani di espansione incompatibili con gli obiettivi climatici”15 settembre 2026. https://www.transportenvironment.org/te-italia/articles/aeroporti-europei-t-e-piani-di-espansione-incompatibili-con-gli-obiettivi-climatici

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