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LA SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA

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LA SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA di Luigi Campanella, professore emerito nell’Umiversità La Sapienza di Roma

l termine “cocktail di inquinanti” (o effetto cocktail) indica l’esposizione simultanea a diverse sostanze chimiche o inquinanti che, pur rispettando singolarmente i limiti di legge, possono interagire tra loro amplificando la tossicità complessiva per l’uomo e l’ambiente.Principali tipologie di “cocktail”:Nell’aria: un mix di particolato fine (PM2,5 e PM10), ossidi di azoto (\(NO_{x}\)), ozono e composti organici volatili (VOC) derivanti da traffico, industrie e riscaldamento;nel cibo e in agricoltura: residui combinati di diversi pesticidi (erbicidi, fungicidi, insetticidi) presenti su frutta, verdura e cereali;nell’acqua:tracce simultanee di sostanze chimiche persistenti come PFAS, microplastiche e residui farmaceutici o industriali nelle falde acquifere.Perché è un problema per la salute?La prima ragione è nei limiti normativi obsoleti: Le normative attuali valutano quasi sempre la sicurezza di una singola sostanza alla volta, ignorando l’effetto sinergico o cumulativo del miscuglio.Anche l’Interazione biologica può essere un serio problema:la combinazione di più agenti chimici può alterare i normali meccanismi di disintossicazione cellulare del corpo umano;infine la.vulnerabilità: i rischi maggiori riguardano l’esposizione cronica a basse dosi, con potenziali impatti su soggetti più sensibili come bambini e donne in gravidanza.La reazione dei singoli a queste situazioni hanno determinato nel tempo a partire dagli anni 70-80 la definizione di una patologia nuova denominata SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA.La sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS), anche definita intolleranza idiopatica ambientale ad agenti chimici (IIAAC), è una (rara) patologia cronica multisistemica, che comporta una reazione immunitaria dell’organismo quando sia esposto a specifiche sostanze chimiche ad ampio spettro presenti normalmente nell’ambiente e nell’atmosfera (sia indoor che outdoor) in cui vive il soggetto, nei cibi, nei detergenti, nei materiali di costruzione, negli strumenti tecnologici eccetera. Come si evince, la MCS comporta l’insorgenza di sintomi diversi di tipo dermatologico, neurologico, respiratorio, gastrointestinale ecc., anche quando la concentrazione dei composti chimici sia inferiore a quella considerata pericolosa, e pertanto ben tollerata dalla maggior parte delle persone. I sintomi da sfumati e intermittenti tendono a cronicizzarsi e a peggiorare nel tempo, sfociando in patologie conclamate anche gravi, tra cui forme tumorali e malattie neurodegenerative.Tuttavia, una delle ragioni per cui la MCS è oggetto di acceso dibattito presso la comunità medico-scientifica internazionale, è l’estrema soggettività con cui sui manifestano i sintomi che rende difficile stabilire parametri universali di riferimento anche in relazione alla formulazione di una diagnosi e di una terapia efficace per tutti. Che si tratti di un disturbo di natura psicosomatica appare possibile, ma ciò non implica che le manifestazioni fisiologiche siano trascurabili, al contrario, sono spesso di tale intensità da peggiorare sensibilmente la qualità della vita di chi ne soffre, fungendo, a quel punto, da causa essi stessi di disturbi ansioso-depressivi. Per quanto riguarda l’insorgenza della malattia, spesso essa esordisce dopo che il soggetto colpito è stato esposto ad un contatto massiccio – ma di breve durata nel tempo – con sostanze chimiche tossiche, evento che abbia scatenato una prima e importante reazione allergica o di sensibilizzazione. A seguito di ciò, l’organismo sviluppa una incapacità di tollerare anche minime concentrazioni di tali agenti chimici o inquinanti, ragion per cui il sintomo di tipo reattivo si cronicizza, per l’impossibilità di eliminare dall’ambiente in cui il soggetto vive, la totalità della sostanza “trigger” (che scatena il disturbo).Vi è l’ipotesi che tale sensibilizzazione sia anche amplificata dai campi elettromagnetici che ci circondano,ma la conferma scientifica non è arrivata.La Sensibilità Chimica Multipla (MCS) è riconosciuta come patologia o disturbo organico in diversi paesi esteri, tra cui Germania, Stati Uniti, Canada, Giappone, Austria, Spagna, Danimarca e Gran Bretagna.Panoramica del riconoscimento internazionale.La Germania è stato il primo paese a riconoscerla ufficialmente nel 1998, inserendola nella classificazione nazionale ICD-10 con il codice specifico per i danni da fattori esterni (senza assimilarla a disturbi psichici).Stati Uniti e Canada: È ampiamente riconosciuta come condizione organica e invalidante; negli Stati Uniti gode di tutele attraverso l’ Americans with Disabilities Act.Altri Paesi europei ed extra-europei: Austria, Spagna, Danimarca, Giappone e Regno Unito riconoscono la MCS a livello istituzionale e clinico, disponendo spesso di centri di cura dedicati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la inserisce nella codifica internazionale, sebbene spesso con definizioni correlate ad allergie o intolleranze non specificate.In Italia il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non riconosce ancora la MCS come malattia ufficiale con un codice di esenzione unico. Tuttavia, diverse Regioni italiane hanno agito in autonomia riconoscendola nei propri registri o come malattia rara, garantendo in alcuni casi percorsi diagnostici dedicati o esenzioni locali. Tra queste figurano:LazioToscanaEmilia-RomagnaVenetoAbruzzoMarchePuglia.Non esiste, ad oggi, un protocollo terapeutico universale che curi la sindrome da sensibilità chimica multipla, o per lo meno permetta una remissione dei sintomi. Per questi ultimi, sono disponibili molti farmaci che assunti per brevi periodi sono in grado di ridurne l’impatto. Spesso una terapia disintossicante è necessaria, e per effettuarla ci si deve rivolgere a Centri specializzati nel trattamento della MCS, e professionisti che abbiano esperienza pregressa con la malattia, altrimenti non si trovano grandi risposte. Antinfiammatori, analgesici, sonniferi, ansiolitici sono, infatti, semplici palliativi. Si deve inoltre considerare che anche i medicinali contengono molecole di sintesi potenzialmente tossiche per soggetti così sensibilizzati! In realtà, l’unica possibile cura è rappresentata dalla rimozione, dall’ambiente in cui vive il soggetto colpito da MCS, dei principali agenti tossici, e dalla eliminazione, laddove possibile,prr quanto prima detto, dei campi elettromagnetici. Inoltre un grande aiuto è rappresentato da una dieta ricca di sostanze antiossidanti che aiutino l’organismo a smaltire i radicali liberi, e povera di cibi industriali e processati.Una cura, a ben vedere, che consiste in un radicale cambio di vita, il quale comporta sacrifici, anche di tipo economico, limitazioni (ma purtroppo la MCS stessa è fonte di invalidità, seppur non riconosciuta dalla legge), difficoltà per chi ne soffre, e per chi fa parte della sua cerchia familiare. Bonificare un’abitazione eliminando ogni tipo di agente anche minimamente tossico, spostarsi verso zone meno inquinate e modificare il proprio stile di vita non sono, al momento, scelte possibili per tanti.In Italia si stima che circa il 4% della popolazione sia affetto da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), per un totale che alcune associazioni di pazienti e fonti giornalistiche calcolano attorno a decine di migliaia o centinaia di migliaia di persone (con stime che variano da 50 mila fino a circa 300 mila casi). A livello globale, la prevalenza stimata si aggira sempre intorno al 4% della popolazione mondiale.

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