SOLO UN DIO CI PUÒ SALVARE? Cari Amici, mentre piomba sulla Repubblica una legge elettorale post-democratica, che sovverte l’ultimo valore a cui la democrazia è stata ridotta, ossia che a governare siano i più sui meno, e non i meno sui più, è uscito un mio libro dal titolo “Solo un Dio ci può salvare?”, (editore Bordeaux), il quale pone una domanda che si può considerare cruciale nella drammatica situazione storica in cui ci troviamo. Ma quale risposta la società di oggi può dare a questa domanda? L’Europa, l’Occidente sono arrivati ormai a una secolarizzazione che è finita nel nichilismo, a una laicità che è diventata ateismo, a un potere che è diventato idolatria. E il nome di Dio è violentato fino a farne presidio di guerre, deportazioni e genocidi. Questa sembra la situazione di oggi: gli spazi, una volta si diceva i cieli, sono chiusi. Ma in questi giorni è venuta una risposta che da questa domanda sembra aver cancellato il punto interrogativo, manifestando una coscienza di massa, secondo la quale Dio non è estraneo a una possibilità di salvezza. Questa risposta è venuta dalla laicissima Francia, da quelle 800.000 persone, in maggior parte giovani, che hanno invaso i Champs Elysées e place de la Concorde coinvolgendosi nella radicale alternativa proposta dal papa Leone XIV nella sua visita a Parigi. Non si era mai vista una cosa così. Non è sembrato trattarsi del solito banale entusiasmo popolare per la venuta di un Papa. Era una folla accorsa a schierarsi con un Papa capace di sfidare i potenti e di esaltare i vinti e gli oppressi. In lui si sono visti cumulati due annunci potenti: il Dio magnifico tutto amore e niente vendetta di papa Francesco, e l’umanità magnifica per natura e non per artificio di papa Leone. Solo poche ore prima del grande rassemblement parigino, il Papa aveva parlato all’Eliseo, ai governanti francesi, e alla sede dell’UNESCO, che rappresenta un po’ la coscienza laica del mondo, dando una serie di messaggi che andavano molto al di là di una pia invocazione alla pace. Nel discorso a Macron e ai governanti Papa Leone aveva fatto della Cattedrale di Notre Dame, ricostruita dopo l’incendio, il simbolo di una speranza ritrovata, di una società distrutta che con la collaborazione di tutti può rinascere; poi aveva rivendicato la dignità umana e i diritti e le libertà fondamentali contro “l’obbedienza cieca e l’irresponsabilità” diventate “padrone di un Paradiso delle Macchine” già denunciato da George Bernanos in un libro del 1946 intitolato “La France contre le robots”; aveva condannato la pretesa di uniformità di una società che non “protegge la diversità delle coscienze e la convivenza di persone di diverse appartenenze culturali e religiose” ; aveva rovesciato la gran trovata di Grozio (1625) di un Dio messo fuori dalla storia, rivendicando una “giusta laicità” che non escluda la religione ma unisca tutte le forze “affinché il mondo abbia la vita”; aveva chiesto di farsi “interpellare” dalle sofferenze delle popolazioni palestinesi che “feriscono la dignità umana e gridano giustizia a Dio”; e aveva condannato la nuova corsa agli armamenti ed esortato a non rassegnarsi mai alla prospettiva di una guerra considerandola “inevitabile”. Rivolgendosi poi a tutte le Nazioni, nel discorso fatto all’UNESCO, il Papa aveva chiamato in causa l’antropologia del Concilio Vaticano II secondo la quale “rivelando il mistero del Padre e del suo amore” Cristo aveva messo in luce il mistero della persona umana svelando pienamente l’uomo a se stesso, e su questa base aveva contestato il nome stesso dato all’Intelligenza Artificiale deprecando come ad “alcuni sistemi artificiali” fosse stato “perfino attribuito il nome della nostra facoltà di pensiero: l’intelligenza”, e ciò proprio quando Trump pretende di rinominare l’Intelligenza Artificiale come “Super-Intelligenza”. In questo stesso discorso all’UNESCO il Papa aveva evocato proprio dal Preambolo della Costituzione dell’UNESCO la norma e il principio supremo per mettere fine alle guerre. Si tratta di parole che sono del 1945 e che il Papa dichiara “di sorprendente attualità”: “Poiché le guerre nascono nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace”, è la sentenza dell’Unesco. Nei discorsi successivi, fino a quello di Metz, dove l’idea dell’unità europea è nata, il Papa ha ulteriormente arricchito la sua proposta, mirante a mettere insieme, in un’alleanza nuova. la forza di Dio e la forza dell’uomo. Questo non vuol dire tradire la laicità, ma se si pensa a una umanità che stabilisca una nuova cooperazione con Dio, come era negli auspici di Claudio Napoleoni, tutto deve essere pensato di nuovo. A cominciare dal pensiero di guerra. Nel sito pubblichiamo un discorso al Palazzo comunale di Bologna, dove questo problema si è cominciato ad affrontare, ed un articolo di Roberto Savio, “Il cammino del dinosauro”, in cui si cerca di andare alle radici storiche della presente crisi e dell’attuale disagio giovanile. Con i più cordiali saluti, da “Prima Loro” (Raniero La Valle). |