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Indipendenza energetica e relative sicurezza civile ed autonomia industriale

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di Luigi Campanella, professore emerito nell’Univrsità La Sapienza di Roma

La indipendenza energetica e le relative sicurezza civile ed autonomia industriale sono fra le condizioni oggi più.necesssrie per la crescita di un Paese. intorno a questi temi sì è aperto un dibattito, a volte troppo politicizzato e poco scientifico, che però riflette il contrasto  fra gruppi di opinione diversa

Sono tanti i punti al centro dell’attenzione: dal sostegno ambientalista a solare ed eolico a bioenergia, da idrogeno ad energia marina, ma forse in questo momento il focus è il nucleare vista la recente legge che ha riaperto anche per il nostro Paese la filiera del.nucleare, sia pure con il passaggio dal nucleare di potenza a quello sostenibile. Sono molti i temi che dovrebbero essere affrontati con serenità di giudizio ed obiettività.

Il primo punto non può che essere quello delle scelte sui tempi, sui modi, sulle tecnologie da adottare. In Italia ancor oggi, a 40 anni dal referendum c’e una parte del sistema industriale impegnata nel nucleare di potenza,ovviamente Installato non in Italia. Con.i nuovi piani collegati alle centrali in costruzione il rischio, ove le scelte dei ns governi fossero lunghe e lente, che queste competenze disponibili finissero dirottate all’estero obbligandoci a sostituirle, magari con competenze non europee. Fra queste imprese e nel numero di quelle disposte ad impegnarsi in questa direzione ce ne sono di piccole e medie che non hanno la possibilità di investire in attesa di ritorni economici vantaggiosi: devono essere aiutate economicamente e strutturalmente. Va anche definito rispetto all’utenza il rapporto fra nucleare di potenza e nucleare sanitario: oggi la radioattività diminuisce,ma il volume di rifiuti nucleari aumenta: ciò deriva dal grande sviluppo delle tecniche di immagine basate su radiazioni ionizzanti sempre più usate, ma meno radioattive. Il nodo-e siamo arrivati all’ultimo tema- sta nel rifiuto di quanti da un lato vorrebbero disponibili per tutti queste tecniche di mmagine, ma dall’altro si rifiutano di ospitare i relativi rifiuti prodotti “nel proprio giardino”.

 Lasciato il nucleare l’alrra tecnologia su cui tanto si parla,sia pure con una maggiore generale convinzione per la sicurezza energetica e l’autonomia industriale è il fotovoltaico.Quella dei pannelli solari è oggi una strategia per ottenere indipendenza energetica e ridurre la dipendenza da reti di fornitura centralizzate. Gli impianti fotovoltaici offrono una risposta concreta alle sfide legate alla sostenibilità, consentendo alle famiglie e alle aziende di soddisfare una parte significativa del proprio fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili.

Il settore agricolo è uno dei maggiori beneficiari dell’autonomia energetica ottenuta grazie agli impianti fotovoltaici. Le aziende agricole, spesso situate in aree remote con accesso limitato alla rete elettrica, possono trarre vantaggio dalla capacità di generare energia direttamente sul posto.Le serre fotovoltaiche, ad esempio, combinano la produzione di energia con il mantenimento delle condizioni ideali per la coltivazione. I pannelli semi-trasparenti consentono il passaggio della luce necessaria alla fotosintesi, mentre generano elettricità sufficiente a coprire parte del fabbisogno energetico della struttura.

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