20.10.26 – Norma Bertullacelli – Redazione Genova

È una frase ricorrente: se vogliono far valere le proprie ragioni, i buoni devono “isolare i violenti”. Come pacifista sono considerata buona, quindi non mi sottraggo all’invito.
Isolare Trump. È un uomo violentissimo, nel linguaggio e nei comportamenti. Da quando è presidente ha aggredito paesi sovrani (Libano, Iran…); ha rapito il presidente del Venezuela; ha sostenuto il genocida Netanyhau militarmente, economicamente e politicamente. Attualmente non lo stiamo isolando affatto: anzi custodiamo in Italia una trentina di bombe atomiche che lui solo controlla e prestiamo le basi alle sue guerre.
Isolare Putin, Zelensky, Netanyahu e i signori delle decine di guerre africane di cui non conosciamo nemmeno il nome: alimentano i conflitti in corso che danno profitti miliardari alle nostre industrie belliche. Guerre che la nostra costituzione ci vieterebbe come “mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Attualmente stiamo isolando solo Putin, con sanzioni che danneggiano più noi che lui
Isolare le istituzioni economiche internazionali: come hanno ribadito 25 anni fa durante il G8 banca mondiale e fondo monetario internazionale impongono al mondo le politiche liberiste che, attraverso il meccanismo del debito, soffocano le economie più povere ; e impongono le privatizzazioni che soffocano i poveri nelle economie più ricche
Isolare il governo italiano che discrimina poveri e stranieri per assicurarsi consenso. Che ha stravolto la costituzione con una legge elettorale indegna. Che sostiene Israele genocida. Che paga il governo libico per ammazzare, torturare e incarcerare chi cerca di varcare il Mediterraneo. Che sequestra le navi di soccorso e le boicotta in tutti i modi. Che taglia le spese sociali e la scuola per finanziare il riarmo.
Se poi l’invito a “isolare i violenti” è un invito a criminalizzare i manifestanti di Milano, Torino e Bologna credo che debbano essere fatti una serie di distinguo.
- Distinguo la violenza contro le persone, che condanno, dal danneggiamento di oggetti inanimati, che non soffrono, non muoiono e possono essere sostituiti.
- Rilevo che borse e scarpe da migliaia di euro non servono a trasportare oggetti o a proteggere i piedi: servono a suscitare l’invidia sociale di chi non li possiede. Evidentemente hanno funzionato: i manifestanti erano davvero infuriati. A forza di sentirsi raccontare che se non hai “quelle” scarpe sei una nullità, hanno finito per crederci. E, secondo i nostri governanti, la scuola deve “prepararti al lavoro”, non trasmetterti cultura e valori che ti permettano di fregartene di quelle scarpe.
- Osservo che i giovani e le giovanissime che hanno devastato e saccheggiato le vetrine (peraltro ASSICURATE!!!!) di Milano hanno capito di non avere un futuro. Altro che scuola come ascensore sociale: saranno fortunat* se non prenderanno il soffitto della scuola in testa e se porteranno a casa un diploma squalificato. E non entreranno a scuola, se sono stranieri over il tetto del 30%. E soprattutto saranno selezionat* in base alla loro classe sociale di appartenenza. E la loro nonna non troverà posto all’ospedale, perché i soldi servono per i carri armati.
- In Francia video indipendenti hanno dimostrato la presenza di poliziotti infiltrati tra i violenti: vestiti di nero, incappucciati, lanciano sassi e rientrano nei ranghi della polizia. E qui?
Spero che il mio “isolamento dei violenti” sia sufficientemente deciso.
Norma Bertullacelli – praticante la settimanale ORA DI SILENZIO PER LA PACE