LA LINGUA ITALIANA DEI SEGNI

di Giuseppe Vinci, presidente dell’Accademia dei Semplici, Bologna
PREMESSA. Uno dei prossimi incontri dell’Accademia dei Semplici, prevede la presenza di una esperta sulla Lingua Italiana dei Segni (LIS). Una lingua e non un linguaggio che, se non conosciuta, crea ostacoli immensi tra chi la conosce e chi non è in grado di capirla o interpretarla. L’esperta ci parlerà, in particolare, degli aspetti socioculturali della comunità sorda, di quante Lingue dei segni esistono nel mondo, di come comunicare con una persona sorda. Nel frattempo vi propongo una breve indagine sulla importanza della LIS.
EVOLUZIONE STORICA. La Lingua Italiana dei Segni si è sviluppata in Italia solamente da pochi decenni, nonostante esistite da alcuni secoli. In Itallia è stata introdotta negli anni Sessanta grazie William C. Stokoe, uno studioso linguista americano, che pubblico due trattati: il primo nel 1960, dal titolo “Sign Language Structure: An Outline of the Visual Communication System of the American Deaf; il secondo, scritto con Carl Croneberg e Dorothy Casterline, nel 1965 dal titolo “A Dictionary of American Sign Language on Linguistic Principles”. In entrambi i testi si affermava, per la prima volta, che ogni lingua dei segni è una vera e propria lingua, al pari di tutte le altre.
LA LIS. La lingua dei segni italiana è una vera e propria lingua vera, in quanto espressione della comunità dei sordi italiani, con una struttura, con proprie sintassi e anche se differente dall’italiano, ha molte similitudini con altre lingue orali. Il tono della voce è sostituito dall’espressione del viso e la concordanza di verbi, aggettivi e nomi non è fondata sul genere (maschile e femminile, come in italiano), ma sulla posizione del segno nello spazio.
COMPOSIZIONE. In generale, il segno delle lingue dei segni si suddivide essenzialmente in otto componenti: movimento, orientamento, configurazione, luogo (ossia le quattro componenti manuali del segno), e sguardo, espressione facciale, labializzazione / gesto labiale e busto (ossia le quattro componenti non manuali).
ALTERNATIVE ALLA LIS. Esiste una alternativa alla LIS che viene utilizzata prevalentemente per scopi pratici, conosciuta come pseudo-lingua o italiano segnato. In pratica, si tratta dell’uso dei segni con struttura grammaticale della lingua italiana, con alcune funzioni grammaticali (come la forma interrogativa) che vengono proposte attraverso le espressioni facciali. Infatti, con un solo segno è possibile rappresentare intere frasi o parti di esse consistenti e significative.
REGOLAMENTAZIONE NORMATIVA. Il primo disegno di Legge quadro sui diritti di cittadinanza delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche, approvato dal Senato nel 2017, non fu mai approvato dalla Camera è non stata riconosciuta in Italia per decenni. Solo nel 2021, dopo anni di proteste da parte della comunità sorda, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva un disegno di legge che riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (LIS) e la lingua dei segni italiana tattile (LIST).
LA LIST. Quando si perde anche la vista la Lingua Italiana dei Segni si trasforma in Lingua Italiana dei Segni Tattile. In pratica, la persona sordocieca ascolta toccando con le proprie mani le mani di chi parla, percependo così il segno comunicato. Questa variante della LIS prevede, oltre alla ‘lettura’ dei segni attraverso il reciproco contatto tra le mani delle persone che stanno comunicando. La LIST è un mezzo fondamentale di comunicazione per le persone sorde che conoscono al LIS, che diventano nel corso della vita anche cieche.