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Brandizzo: al lavoro come alla prima guerra mondiale, 5 “fanti” morti in trincea nella “guerra non dichiarata” del lavoro capitalistico!

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Riceviamo e pubblichiamo da  Vito Totire, medico del lavoro, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

Brandizzo : al lavoro come alla prima guerra mondiale , 5 “fanti” morti in trincea nella “guerra non dichiarata” del lavoro capitalistico!

RFI e Sigolfer, come il generale Cadorna…

Riceviamo e pubblichiamo da  Vito Totire, medico del lavoro, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

Prendiamo atto di dichiarazioni, testimonianze e illazioni dopo la strage;

la peggiore mistificazione tra quelle proposte e accreditate da alcuni media è quella del cosiddetto “errore umano” associato alla idea perversa di “infortunio”;

fin dall’atto di nascita (Modena 26 maggio 2022) abbiamo sottolineato alcune questioni importanti:

  • Parlare di infortunio evoca la “mancanza di fortuna” e quindi per eventi di questo genere non c’è definizione linguistica più sbagliata ; dietro ogni strage o evento mortale singolo o evento acuto o anche dietro ogni “malattia professionale” c’è SEMPRE una omissione di misure di prevenzione
  • Occorre arrivare il “giorno prima” e non il giorno dopo, magari a deporre fiori

Perché la strage di Brandizzo fa venire in mente la prima guerra mondiale ?

Rfi e Sigilfer hanno mandato fisicamente in trincea dei lavoratori come Cadorna mandò al fronte migliaia di proletari che sarebbero stati abbattuti dalle armi del “nemico” (in verità il vero nemico era “interno” e non esterno); il treno sopraggiunto sulla “trincea” di Brandizzo ha fatto strage come il piombo austroungarico  nemico ma la vera causa non è il treno , è una organizzazione del lavoro inadeguata, non rispettosa dei più elementari criteri di prevenzione , una organizzazione paramilitare in cui la sopravvivenza dipende dalla comunicazione tra RFI e il suo uomo di cantiere !

il quale uomo di cantiere, oggi, dicono le cronache, si dispera, è sotto uso di psicofarmaci e non riesce a dormire la notte;

MA NOI CHIEDIAMO : PER QUALE MOTIVO L’ALERT DOVREBBE ARRIVARE ALL’UOMO RFI E NON A TUTTI I COMPONENTI DEL GRUPPO OPERAIO OMOGENEO COLLOCATO COME VITTIMA SACRIFICALE NELLA TRINCEA DELLA GUERRA NON DICHIARATA DEL LAVORO?

Qualche settimana fa a molti cittadini dell’E-R è arrivato un alert alluvione ; era verosimilmente una prova; giunto ovviamente “il giorno dopo” la vera alluvione, ma l’evento dimostra che le tecnologie per prevenire morti e stragi esistono;

DUNQUE ANDIAMO A PRENDERE IN ESAME IL  DVR E IL DUVRI ( VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE) DI RFI E DI SIGILFER ?

VORREMMO CAPIRE PERCHE’ SI E’ RITENUTO CHE LA COMUNICAZIONE DOVESSE ARRIVARE SOLO AL “SERGENTE” DELLA TRINCEA DI BRANDIZZO E NON A TUTTI I FANTI ? Carne da macello? Organizzazione bellica e non “civile” ?

Infine ; cosa sarebbe successo se “prima” della strage si fosse organizzato un “GRUPPO OPERAIO OMOGENEO “con una assemblea in cui gli operai avessero avuto occasione di discutere dei rischi a cui erano esposti con tecnici di loro fiducia ?

Sarebbe emerso che l’arrivo della autorizzazione non preventiva ma a fine lavori era se non prassi abituale, prassi frequente ?

Sarebbe emersa la proposta , magari convertita in disposizione/prescrizione DELL’ORGANO DI VIGILANZA al datore di lavoro finalizzata a GARANTIRE l’alert a tutto il gruppo degli esposti e non solo ai vertici gerarchici della organizzazione ?

Ipotizziamo questa dinamica (gruppo omogeneo/servizio di vigilanza) PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE LE SEGNALAZIONI “interne” che partono da lavoratori o dai loro rappresentanti non solo rimangono spesso lettera morta (parliamo in generale di quel che succede in Italia) MA SONO SPESSO OCCASIONE PER SCATENARE AZIONI AVVERSATIVE E REPRESSIVE CONTRO CHI SEGNALA.

Nel 2021/2 RFI ha indetto una gara per la “formazione in materia cultura della  sicurezza della circolazione dei treni e della circolazione RFI (DAC 0206)” per la cifra di 760.000 euro ;

ALLA LUCE DELL STRAGE DI BRANDIZZO CI CHIEDIAMO COSA POSSA AVERE “PARTORITO” QUESTA CONSULENZA IN TERMINI DI AZIONI DI MIGLIORAMENTO E DI PREVENZIONE ; un nuova gara è prevista con scadenza 27.9.2023 su temi analoghi per una cifra di quasi tre milioni …VEDREMO DOVE ANDRA’ A PARARE

dobbiamo assolutamente rafforzare le capacità di difesa e la strategia di “non delega” e di “validazione consensuale” che il movimento operaio deve rilanciare attraverso la convocazione capillare e sistematica dei “GRUPPI OPERAI OMOGENEI” ; delegare al padrone e alla gerarchia aziendale è sempre foriero di lutti e stragi ;

riequilibrare i rapporti di forza tra lavoro e capitale è l’unica strada per garantire uguale speranza di vita di salute e di benessere alla classe operaia .

I cinque operai di Brandizzo, come tutti gli altri sono stati uccisi dalla ricerca  del massimo profitto a tutti i costi ;

dobbiamo sviluppare, a fianco delle indagini istituzionali, una indagine operaia che è già in atto ed ha acquisito elementi significativi sulla organizzazione del lavoro, i cosiddetti “ritmi di produzione”, gli orari notturni e “antisociali”  e il “clima aziendale” sia in RFI che il SIGILFER (azienda che il sindaco di Borgovercelli , forse conoscendola poco, ha definito “fiore all’occhiello” del comune)

Rendiamo omaggio a Kevin Laganà, Giuseppe Aversa, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo morti in trincea nella “guerra non dichiarata” del lavoro capitalistico; ancora un abbraccio ai loro familiari e compagni.

Nel loro nome continueremo a lottare “per quello che è giusto” (Alex Langer)

Vito Totire, medico del lavoro, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

333.4147329

Bologna, 4.9.2023

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