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“SEMINARE DUBBI, NON RACCOGLIERE CERTEZZE”

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Archiginnasio, Bologna venerdì 1 marzo 2024, ore 16.30: Vincenzo Balzani, Elda Guerra, Maria Paola Landini, Paolo Pombeni, Valeria Tonini, Stefano Zamagni dialogano con Francesco Domenico Capizzi

“SEMINARE DUBBI, NON RACCOGLIERE CERTEZZE”

Archiginnasio, Sala dello Stabat mater, piazza Luigi Galvani, 1 – Bologna
Venerdì 1 marzo 2024, ore 16.30
Discutono con Francesco Domenico Capizzi:
Vincenzo Balzani, chimico, Università di Bologna
Elda Guerra, storica, Centro Documentazione Donne
Maria Paola Landini, microbiologa, Università di Bologna
Paolo Pombeni, politologo, Università di Bologna
Valeria Tonini, chirurga, Università di Bologna
Stefano Zamagni, economista, Università di Bologna

dalla Prefazione: La parola progresso è sparita dal vocabolario, in disuso nella politica e nelle organizzazioni e aggregazioni sociali. È assorbita da sviluppo, come se l’un termine equivalesse all’altro, in una confusione fra progresso sociale, crescita industriale e tecnologica. Non che i due termini debbano contrapporsi, anzi ambedue possono appartenere al medesimo circolo virtuoso. Constatazione che vale anche per la medicina, attiva sull’evento patologico ma indifferente di fronte alle connessioni fra fattori patogeni e condizioni di vita subordinate all’espansione economico-produttiva, al punto da ergersi centrale rispetto a un diritto fondamentale: la tutela della salute, intesa come pieno benessere e non soltanto come assenza di malattia, ormai affidata a tecnologie che generano tecnologie, a macchine che producono macchine, fino all’occultamento dei legami fra malattia, modi di produrre e consumare, organizzazione sociale. Disconoscere questi legami equivale a scindere le connessioni fra triangolo, dimensioni spaziali e metodo pitagorico, romanticismo, struttura musicale e Chopin, riducendo la Medicina a puro atto tecnico e a esonerarla dalla sua missione, come il veicolo e la cavalcatura esonerano dal camminare e ne superano essenzialmente la necessità.

(La copertina del libro è un acrilico del pittore Davide Peretti Poggi www.davideperetti.it)

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