
| di Giancarla Codrignani Noi Donne, 11 dic. 2024 La libertà di opinione: gli artisti scendono in piazza per protesta contro la nuova legge: “se volessimo manifestare pacificamente per un mondo migliore potremmo essere arrestati per aver occupato una strada”. Se arriviamo in tempo e siete romani sabato sapete dove andare. ****** Il 31° Consiglio dei Ministri degli Esteri dei paesi dell’Osce (sicurezza e cooperazione eur.) della settimana scorsa a Malta ha prospettato il “rischio di dividersi in un ‘club’ che ammette solo Stati ritenuti ideologicamente compatibili”, mentre dovrebbe continuare lo spirito di Helsinki da cui è nata, nella “comprensione comune di tutti gli Stati partecipanti che la pace non è semplicemente l’assenza di guerra o il mantenimento di un equilibrio di potere, ma piuttosto il frutto di relazioni amichevoli, di un dialogo costruttivo e della cooperazione tra gli Stati nell’adempimento degli obblighi derivanti dal diritto internazionale e dal rispetto di tutti i diritti umani universali”. L’arcivescovo Richard Gallagher ha ribadito la preoccupazione della Santa Sede: “L’Osce è innegabilmente a un bivio e il suo futuro è responsabilità di ogni singolo Stato partecipante”. ****** il 5 dicembre si è tenuto il “Forum euroasiatico di Verona” quest’anno negli Emirati arabi. Il tema: “Nuova architettura di cooperazione per l’economia contemporanea” permetteva la presenza russa nonostante le sanzioni. Delle quali critico il messaggio di Putin diceva che “Il modello di cooperazione internazionale, ormai esaurito, che garantiva vantaggi unilaterali a un piccolo gruppo di Paesi, deve essere sostituito da un sistema che garantisca gli interessi di tutti. Un sistema che escluda ogni forma di discriminazione, di diktat e sanzioni”. Programma che piace ai Brics, recentemente riunitisi a Kazan, in Russia. Il petroliere russo Igor Sechin sull’energia ha sostenuto il declino degli Usa “non sono riusciti a svolgere il loro ruolo di leader e non hanno garantito le condizioni per mantenere nel mondo la pace” e ha tabuizzato l’invasione russa. Elogi a Pechino, con cui Mosca ha siglato un partenariato “senza limiti” pochi giorni prima del 24 febbraio 2022: gli Stati Uniti non potranno impedire la leadership tecnologica cinese”. C’era, come sempre, Romano Prodi come presidente della Fondazione per la cooperazione internazionale: “la situazione di instabilità mondiale continuerà finché non ci sarà un dialogo diretto tra Cina e Stati Uniti. Serve un compromesso tra le potenze mondiali…. La forza culturale dell’Unione europea non basta. Senza la forza politica, non si conta nulla” nello scenario internazionale.” ****** Dopo la Cop 29. La sostenibilità in fallimento, America in testa: la raccolta per i fondi sostenibili è stata di 10,3 mld. contro i 160 del 2023. I repubblicani non ci stanno: il Texas non vuole rinunciare al fossile. ****** Morti sul lavoro. A livello mondiale si stima che siano 7.500 al giorno. Eurostat pubblica la graduatoria europea: l’Italia è al 12° posto, al primo la Francia, la Germania al più basso (al 25°). Tranquilli perché siamo a metà statistica? Sono pochi 776 da gennaio a settembre di quest’anno? ****** Ricostruita la cattedrale di Notre Dame. In altri momenti sarebbe stato un evento. Ovviamente c’erano tutti i Capi di Stato e di Governo, ma la gloria di “la France è toujours la France” è mancata. La France n’est plus la France. Anche per il Papa che non è andato, solo il messaggio: “Parigi non vale più una messa”. ****** Alla Scala per sant’Ambrogio non c’erano né Mattarella né Meloni (a Parigi da Macron). Nel palco reale, al centro al posto del Presidente della Repubblica Liliana Segre che aveva a fianco la moglie del sindaco Sala e la moglie di La Russa. Gli uomini al margine? ****** La Meloni era – giustamente – a Parigi, oscurata però da Mattarella. La signora crede di poter vantare la buona tenuta dell’Italia e ha voluto un po’ di pubblicità incontrando Trump, ma non può essere lei a tirare dalla sua l’Europa: la politica europea anche se siamo pieni di sovranisti, non la fa una “nazione”: deve trovare strumenti comuni. Macron ha sbagliato a forzare e la Francia fatica a trovare un governo e Schol va a elezioni anticipate il 23 febbraio! ****** La bambina del miracolo: sarà un bel caso per gli analisti tra qualche anno. Per fortuna la Meloni non adotta la speculazione pietosa. Siccome è una pratica in uso nei regimi, ne è impedita perché sull’immigrazione si può solo vergognare: muoiono, non vanno in Albania ****** L’Europa della Von der Layen oggettivamente è in difficoltà. Il rischio di una Commissione più debole è l’assenza di una maggioranza stabile. A prima vista si gioca il confronto tra destra e centro-destra (anche con il contributo italiano di Fitto). I partiti europeisti (socialisti, verdi e riformisti conservatori) ridimensionati risponderanno più a politiche interne che a rinforzare l’Europa federale, un po’ più lontana di sempre. ****** Sull’accordo con il Mercosur ci sono state critiche. Strane. Se ci aspettiamo l’America pronta ai dazi severi, l’Europa fa bene a cercarsi mercati diversificati. ****** Eppure il lavoro per l’Europa non è solo quello di stanziare altri 4,5 mld per l’Ucraina. La Siria richiede – gli Usa hanno ancora Biden – di entrare a governare i cambiamenti. C’è l’Iran che, indebolito, può alzare il tiro sul nucleare, l’Arabia Saudita che guida la vittoria dei sunniti entra nel quadro (ma c’è sempre stata), Israele si è già appropriata di un altro pezzetto del Golan subito ripresa dall’Onu che sostiene il Golan dei siriani, la russia è colpita anche su questo fronte e si appoggia alla Cina, che non è detto che voglia sposare Putin, mentre i nuovi signori della Siria stanno dentro le rivalse contrapposte di milizie sciite e sunnite in un paese in cui Bashar al Assad era alauita. Intensa attività diplomatica in prospettiva. ****** Sulla Siria, personalmente, non ci si vede chiaro. Gli islamisti entrati tutti insieme in Siria erano 50mila: da dove? come? Ovvia la responsabilità della Turchia che anela entrare in Europa, ma intanto sta nella Nato (più importante se Trump si disimpegnerà dall’Europa). il comandante jihadista al-Julani è stato leader di Al-qaida, dell’Isis e infine di Hayat Tahrir al-Sham (HTS, Organizzazione per la liberazione della Siria); figlio di un consulente petrolifero nazionalista arabo antiregime di sinistra, dopo due anni di facoltà di medicina era andato in Iraq da islamista ribelle, fu poi arrestato dalle forze americane, imprigionato e rilasciato. Tornato a organizzare la resistenza islamista e anti-alawita, passò tutte le esperienze dei gruppi Daesh e le altre fazioni terroriste, pericoloso ebbe una taglia di 10 ml. di dollari. E gli Usa che in Siria e in Iraq hanno basi che sparano, erano al corrente? Israele continua a bombardare a casa sua: come mai al-Jolani non dice nulla? In compenso l’Onu richiama al rispetto del diritto internazionale. ****** Siria: vedo qualche ragazza con i capelli sciolti e dichiarazioni di rispetto delle differenze religiose, ma anche troppi veli integrali. Ci fidiamo? ****** Israele falco sulle strutture militari siriane: distrutte. Diciamo che viola al solito il diritto internazionale delle frontiere, ma almeno togliamo agli insorti la voglia di usarle e, comunque, con meno armi si sta meglio. Forse, se sono vere le buone intenzioni, si possono pensare relazioni democratiche. ****** I nostri generali: “rivoluzioniamo gli addestramenti per essere pronti a scenari come quello ucraino: prepararsi all’Africa…. Occorrono militari nuovi, senza rigidità e gerarchia, pronti a rischiare e sbagliare… Diamo sempre più droni alle forze armate, ne servono tanti anche per i reparti più piccoli. Il gen. Masiello si rende conto? Un esercito dove uno fa quello che vuole anche se sbaglia. Se sono antimilitarista è anche perché sono necessari ordine e gerarchia a cui ubbidire ciecamente. ****** L’Italia e il suo Governo: 1) la Meloni sembra inquieta: “Evitiamo di sbandare”; 2) opera prelievi dalle banche per ridurre l’Ires; 3) sospese le multe ai no-vax, restano – per pudore – il no ai rimborsi, la scienza si rivolta: essere contro i vaccini durante la pandemia è attentato alla salute pubblica; 4) la Commissione Covid usata come arma contro la politica anticontagio del ministro Pd; 5) dulcis in fundo: BAVAGLIO ALLA STAMPA: i giornalisti non possono più pubblicare integralmente gli atti depositati né brani né intercettazioni, né valutazioni, né le stesse ordinanze. “Mai successo”, dice la Federazione Stampa, “per proteggere delinquenti e colletti bianchi; e “la trasparenza dei processi segna i regimi”(Anm). Intanto si prepara la RAI: critiche dall’alto e Report e nuovi responsabili tg3. Per non parlare della Corte Costituzionale: 12 votazioni andate perse. Si passa al 2025, con il collegio ridotto e senza Presidente” ****** Si può aggiungere, peggiorando, l’attacco di Salvini al diritto di sciopero. Se gli si ricordano i diritti costituzionali: se ci sarà il caos dei trasporti, “colpa di un giudice”. ****** L’Italia e la cultura: ma perché mai dobbiamo ritrovarci in fondo alla classifica di educazione scolastica su capacità di lettura e di comprensione di testi letti nei campi dell’espressione e del pensiero anche scientifici e matematici? un segnale positivo: a Bologna il Liceo Minghetti ha aperto “un’pra di italiano” supplementare per rimediare. (ed è un liceo classico!) ****** La criptovalute troveranno prima o poi spazio tecnologico legale, anche se sono nate come imbroglio e restano a rischio. Perché mancano di regola, mentre la speculazione corre. ****** Chi è David Sacks, zar dell’IA e delle criptovalute nominato da Trump. Cinquantadue anni, si è costruito la sua carriera da imprenditore nella Silicon Valley, dove ha co-fondato PayPal per poi creare il suo gioiello, Craft Ventures, che si occupa di software aziendali. ****** Altra nomina del governo Trump: Robert F. Kennedy, junior e degenere, ministro della Sanità. Nessun titolo accademico, ma antivax. 38 Nobel hanno scritto al Senato: bloccate la nomina! ****** Una Corte federale nel Nord Dakota ha bloccato la copertura dell’assistenza sanitaria (legge di Obam) per gli immigrati entrati irregolarmente quando erano minorenni, noti come i dreamers, beneficiari del Deferred action for childhood arrivals. Il giudice distrettuale Daniel M. Traynor, insieme ad altri 18 Stati, ha ricusato la norma. ****** Non fu per ignoranza che gli Usa finanziarono gli islamisti talebani per scacciare dall’Afganistan l’Urss…. ******* Vignetta, diciamo “comica di destra” (non fosse anche “comica di sinistra”) La festa di Atreju (strano nome diventato popolare. si dice che vuol dire “figlio di tutti” nella saga dei Pelleverde, un bambino orfano adottato). C’è stata uno spettacolo-intervista di Buttafuoco. Con? Con Bertinotti…. Oddio, c’è andato anche De Pascale, neopresidente dell’Emilia-Romagna….. ****** Vignetta tenera Da un’intervista a una scuola elementare: i desideri dei bambini: “Spero che la pagella andrà bene e che mamma e papà saranno sempre felici di me”; “spero che non mi interroghino”, “che i dinosauri ritornino”, “che la scuola esploda”….. ****** Vignetta di Elle Kappa “Conte non è né di destra né di sinistra”…. “è uno stalker indipendente” ****** Approfondimento LE GUERRIERE La Scala ha inaugurato con la Forza del Destino, un’opera di Verdi che dimostra come la guerra, la vendetta, il pregiudizio dell’onore siano lombrosionamente fisiologici negli uomini. Ma la protagonista, vittima dell’odio del fratello per il fidanzato, figlio di re precolombiani ma ritenuto “un meticcio”, è una donna che reagisce alla violenza non solo ribellandosi al padre e diventando eremita quando il destino la condanna, ma letteralmente “combatte” con l’esercito in cui si è intruppata per ritrovare l’uomo che ama e che insegue nonostante la presunta uccisione di suo padre, vestita da soldato per potersi muovere in sicurezza. La stupenda Anna Netrebko impersona una donna che è donna, ma che sa comportarsi “come un uomo” in mezzo alle truppe o ai frati che non l’accettano in quanto femmina a cui una donna impone la sua sofferta autonomia. Non si sa com’è, ma in questa stagione di guerre la pubblicistica racconta qua e là storie di donne “guerriere”, come se le storiche che vanno per archivi in cui giacciono i documenti “di genere” lasciati ignorati non ce ne avessero presentate parecchie. O come se le donne fossero “per natura” esenti da aggressività e da ricerca di parità pericolose come fare le soldate non solo per carriera ma “passione”. Kamala Harris si vanta di possedere una pistola e di saperla usare se incontrasse un aggressore. I problemi – in tempo di guerre – sono di altro genere. E’ che le donne, proprio per essere state emarginate, hanno conosciuto il potere molto da vicino. E lo ritengono inadeguato alle loro esigenze biologiche, psicologiche, morali e politiche: sanno che fa male anche all’uomo che sceglie sempre la guerra anche contro di loro. Ma non hanno ancora elaborato una politica che non solo cambi il potere, ma ne cambi così tanto i connotati da doverlo chiamare in altro modo, forse “convivenza”. O, vedendo l’orizzonte attuale, “sopravvivenza”. Il veterofemminismo anni Settanta/Ottanta aveva fatto analisi diverse e non superficiali sulla pace, che oggi sono irrecuperabili e senza particolari innovazioni o proposte nelle attuali denunce online. Comunque, a conclusione, una notizia sul solito clima regressivo che non solo questo governo (che se ne avvale alla grande) ci propone. In Lombardia un regolamento regionale del 2007, modificato nel 2022, ordinava il seppellimento o la cremazione degli esiti di aborti (spontanei o volontari) che hanno prodotto convenzioni con le aziende ospedaliere per “funerali” che dovrebbe essere comunicati alle interessate e non sempre lo sono. Il quotidiano Domani pubblicizza il podcast “Venti settimane”, uno strumento prodotto da un’inchiesta sostenuta dai lettori. Ci vogliono madri o – perché no? È sempre un posto di lavoro – soldate. A proposito: forse in Siria sono arrivati dei “talebani”: c’è stata una domanda, una sola relativa a come tratteranno le donne? Eppure sarebbe stato il più valido strumento esplorativo di un futuro incerto (comodo far conto di niente). Giancarla Codrignani Noi Donne, 11 dic. 2024 |
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