Parlamm e nun ce capimm… Parliamo e non ci capiamo…
Inail e Inps devono ammettere gli errori e risarcire i lavoratori appartenenti alla coorte Carbon black/Degussa/Orion
Abbiamo appena ricevuto una lettera dalla segreteria del presidente della Repubblica sulla questione di alcuni lavoratori esposti ad amianto ; a differenza del sindaco di Ravenna e della Auslromagna (su vari argomenti interpellati) il presidente della Repubblica risponde;
ieri nel corso di un convegno a Firenze sul tema della sicurezza per i lavoratori delle ferrovie e dei passeggeri abbiamo incontrato il senatore Magni; il senatore , come la parlamentare Ascari alla camera, hanno presentato interrogazioni sullo stesso tema sul quale abbiamo ricevuto risposta della segreteria del presidente;
in sintesi: il senatore ha riferito che alla sua interpellanza non vi è stata alcuna risposta e che è poco prevedibile che il governo risponda; della interrogazione della on. Ascari invece al momento, non sappiamo nulla;
la segreteria del Presidente invece “letta con molta attenzione la lettera” (NOSTRA) ha ritenuto di girarla all’Inail e all’Inps ma anche al Ministero della salute e al Ministero del lavoro;
ringraziamo la segreteria del Presidente e torniamo al tentativo di dialogo con Inail e Inps che orami funzionano apertamente da “Istituzioni totali” impenetrabili, non disponibili a dialogare e a discutere e che invece insistono a negare la evidenza;
la evidenza è questa (lo ribadiamo ancora una volta): la maggiorazione pensionistica è dovuta sia a chi avesse argomentato e poi dimostrato di essere stato esposto a più di 100 fibre/litro di amianto oppure a chi avesse contratto una patologia da amianto; un tortuoso, rocambolesco e assurdo procedimento presso il tribunale di Bologna (corte d’appello) si concluse discoscendo la esposizione a 100 ff/litro;
errare humanum est ??? perseverare autem diabolicum…
cosa dimostra la insorgenza di patologie tumorali da amianto tra i lavoratori disconosciuti esposti se non il clamoroso errore delle valutazioni in sede giudiziaria?
per questo clamoroso errore “non paga nessuno”?
ma perché oltre a non chiedere scusa per il clamoroso errore SMENTITO PURTOPPO DAI FATTI le istituzioni totali si accaniscono contro i malati di tumore da amianto e i loro familiari?
la vicenda di Ravenna è una defaillance limitata e circoscritta ad alcuni lavoratori? No
Infatti il governo attualmente in carica ha avuto la brillante idea di finanziare Fincantieri perché questa “povera” azienda ha dovuto pagare alcuni risarcimenti per gravi danni alla salute e alla vita di molti lavoratori
Il senatore Magni ieri ci ha informati che il finanziamento, inserito nel decreto 56/2023 non sarebbe ancora stato erogato probabilmente in relazione a perplessità espresse dalla UE ; seguiremo la vicenda per la sua oggettiva ed estrema gravità, intanto torniamo su Ravenn
La questione di Ravenna ad oggi è semplice :
Inail deve comunicare a Inps i nomi delle persone a cui è stata riconosciuta una patologia da amianto e Inps deve immediatamente restituire le risorse economiche “recuperate” a seguito di una sentenza evidentemente sbagliata;
perché insistiamo sulla “sentenza sbagliata”? e’ semplice: la restituzione delle somme “recuperate” è un atto dovuto a prescindere dalla sentenza visto che le vie per ottenere la maggiorazione sono due e una delle due si è purtroppo concretizzata;
insistiamo però sulla “sentenza sbagliata” in quanto a nostro avviso le somme “recuperate” devono essere restituite a tutti i lavoratori appartenenti a quella coorte che è stata oggetto di clamoroso errore di valutazione anche cioè a chi non ha contratto patologie e a cui ovviamente auguriamo di non contrarle neanche mai
in un paese in cui la giustizia funziona le istituzioni totali dovrebbero:
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Chiedere scusa ai lavoratori e alle loro famiglie
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Risarcire il distress che hanno provocato
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Individuare i responsabili degli “errori” e far pagare loro le conseguenze economiche degli stessi
•
Per quello che riguarda il distress causato a noi (AEA) sorvoliamo, siamo clementi, non chiediamo risarcimenti perché non vogliamo mandare i responsabili in bancarotta ; le nostre capacità di resilienza e le nostre strategie di coping sono superiori alla burocrazia delle istituzioni totali
Vito Totire, medico del lavoro/psichiatra, presidente AEA-associazione esposti amianto via Polese 30 40122 Bologna
Ravenna-Bologna, 29.5.2026
Allegato:
risposta della segreteria del Presidente della Repubblica
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