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Covid: cosa succederà a Natale?

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Salgono contagi e ricoveri Covid, cosa succederà a Natale? Per i ricoverati il rischio è anche nelle infezioni batteriche. Al congresso della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali focus sull’antibiotico-resistenza

da DIRE

tamponi covid

ROMA – Dopo alcune settimane di rallentamento tornano a cresce i contagi di Covid-19, spinti dalle nuove sottovarianti di Omicron B.Q.1 e B.Q.1.1, note con i nomi Cerberus e Gryphon. “Queste nuove varianti attualmente in circolazione e già dominanti in Italia hanno dimostrato un indice di trasmissibilità superiore a 15, per cui ogni persona è in grado di infettarne almeno 15Il numero dei casi sta aumentando, l’Rt è vicino a 1. Stiamo assistendo a un incremento delle ospedalizzazioni e anche dei decessi. Si tratta di un insieme di elementi che ci preoccupano e ci devono indurre a tenere alta la guardia. Tuttavia, ad oggi possiamo ipotizzare con ragionevolezza che le prossime vacanze natalizie, a differenza degli ultimi due anni, potranno essere affrontate con maggiore serenità“.

Vi sarà comunque il rischio di un incremento dei contagi, che sarà opportuno fronteggiare con il ricorso a quei mezzi di contenimento indispensabili per la limitazione della diffusione del virus. Inoltre è fondamentale ribadire l’importanza della vaccinazione e dei richiami vaccinali con la nuova somministrazione bivalente, che protegge soprattutto i soggetti più fragili dalla malattia grave, coprendo anche la variante Omicron. Abbiamo constatato che l’immunità da vaccino o da malattia non è particolarmente duratura – ricorda l’esperto -, quindi il richiamo periodico è necessario, anche nei giovani, in quanto solo immunizzando un’ampia porzione della popolazione sarà possibile limitare la diffusione del virus e combattere la pandemia.

RICOVERI PER COVID E RISCHIO INFEZIONI BATTERICHE 

In questi anni, la pandemia ha rappresentato un’opportunità per i microrganismi (funghi, batteri) resistenti agli antibiotici per colpire maggiormente, soprattutto nelle fasi più acute, in cui le terapie intensive erano piene. “Nei pazienti ricoverati per Covid-19 in terapia intensiva, una delle più frequenti cause di decesso è stata una seconda infezione causata da batteri multiresistenti agli antibiotici acquisita in ospedale. Si è verificato con frequenza quel fenomeno denominato come sinergismo microbico, per cui l’infezione batterica si è sovrapposta all’infezione virale già esistente”.

“Oggi non abbiamo un’emergenza Covid nei ricoveri, ma vi sono diversi pazienti fragili, per età o per comorbidità, che se si infettano possono sviluppare una malattia grave con il rischio di contrarre anche un’infezione batterica a livello polmonare: questo organo, infatti, già indebolito dal virus SARS-CoV-2, è maggiormente suscettibile a ulteriori infezioni di tipo batterico. A ciò si aggiunge il dato preoccupante per cui l’Italia ha il tasso di antibiotico-resistenza più elevato in Europa dopo la Grecia. Questo problema è particolarmente diffuso negli ospedali, ma il 20-25% di questi batteri si trova già in comunità e può essere alimentato da un uso distorto di antibiotici”.

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