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Dietrologia

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Dietrologia

di Manfredi Lanza*

L’inefficienza dello Stato democratico italiano e della burocrazia italiana sono ben noti e oggetto di sprezzante critica all’estero. Teoricamente infastidirebbero e sono insistentemente criticati anche in patria, dove, tuttavia, hanno origine proprio dall’ignavia privata dei singoli cittadini, iscritti più al circolo del dibattere, chiacchierare, litigare e perdere tempo, che non a quello del taciturno, scontroso, fare.

La sostanziale inettitudine e indisponibilità all’azione dei connazionali ha per risvolto un grande, a quanto pare irrinunciabile, gusto del crogiolarsi in dietrologie e rimestii di cose incerte, in presunta ricerca di bandoli della matassa che sempre sfuggono per motivi strutturali.

Tutto ciò che accade, magari accade solo in parte o a metà, oppure accade ma non è dato sapere con certezza se davvero accada o come accada o perché, è un fantastico alcunché che offre ai logorroici il destro di perdersi in considerazioni bizantine, illazioni, suggestioni non per giorni o settimane, né mesi, ma per anni, decenni e oltre. Si parla e riparla di tutti i casi, le bombe in banche o sui treni, gli aerei precipitati in mare, i colpi di Stato progettati o tentati, i rapimenti e le scomparse, i mostri di Firenze e compagni di merendine, le società e organizzazioni segrete, i servizi deviati, i complotti, senza mai cavare un ragno dal buco. E proprio questo è il bello di tante vicende: che, per quanto le si rigiri in tutti i possibili sensi, sempre continuano ad offrire la possibilità di sfruttarle ancora, farle tornare a galla, ridare loro nuova vita, con nuove o pseudo nuove indagini, comparse di pseudo nuovi elementi, di ricavarne, insomma, nuove distrazioni, nonché soddisfazioni.

La conoscenza del passato è fondamentale, in quanto, in larga misura, il passato nutre il presente e preannuncia il futuro. Benvenuti, pertanto, i professionisti della disciplina storica! Ma chi, tra gli intellettuali, giornalisti, e tra gli stessi ex protagonisti, molto parla, ciancia, discute, si lascia andare a ricostruzioni del passato improvvisate, azzardate, s’interroga sul passato a non più finire, esagera in riconsiderazioni senza costrutto in mancanza di troppi tasselli del puzzle, è persona che affoga nel nulla, rinunciando a dare la precedenza all’agire.

Servirebbe, in questo contesto, una buona quota della minor finezza di mente ovvero pragmatica sbrigatività, del saper tagliar corto o, se si vuole, della superficialità, nordico-occidentale.

Chi tanto si compiace nel perdersi in discorsi e soprattutto contestare ad ogni piè sospinto e ad ogni costo le opinioni e iniziative altrui, difficilmente è capace di agire. Il discettare non è tanto un condimento dell’azione, una preparazione all’agire, quanto un succedaneo dell’agire, un alibi, una buona scusa per non mai fare niente.

*già funzionario del Parlamento europeo

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