Ancora sangue. Ancora famiglie distrutte. Non è una statistica, è un massacro silenzioso che continua ogni singolo giorno, lontano dai riflettori, nell’indifferenza generale. Colpisce anche la strage di donne in itinere
Persone uscite di casa la mattina per guadagnarsi da vivere, che a casa non ci torneranno mai più:
- A Palermo, Giovanni Patricola, fabbro di soli 39 anni, è volato giù da un balcone. Un istante, e la sua vita si è spezzata sull’asfalto.
- Sempre in sicilia a Modica del Ragusano, un autotrasportatore giovanni fargione è rimasto folgorato mentre scaricava una cisterna di mangime. Un secondo prima lavorava, un secondo dopo la scarica elettrica non gli ha lasciato scampo.
- A San Martino in Pensilis, un uomo di 72 anni è stato travolto e schiacciato senza pietà da una pesante rotoballa di fieno.
- Ad Ancona, il cuore di Kabir Mohidul si è fermato a soli 29 anni. Era rimasto devastato dalle fiamme nell’incidente del 29 settembre alla Fincantieri. È il secondo operaio bruciato vivo in quell’inferno, portando il drammatico bilancio a sette vittime complessive.
- A Maiolati Spontini, l’anziano Elmo Bini è stato stroncato improvvisamente mentre si dedicava alla raccolta delle olive, accasciato nel cortile di casa.
- A Poviglio, non ce l’ha fatta nemmeno il ragazzo indiano di 31 anni, morto in ospedale dopo un terribile scontro mentre tornava a casa dal lavoro, strappato ai suoi sogni all’incrocio di una strada qualunque.
- a Bari è morto mentre tornava in monopattino dal lavoro Rahman Ziaur 30 anni del Bangladehs
Dietro ogni nome, ogni età, c’è un dolore inimmaginabile. Non ci si può rassegnare a tutto questo. Non si può morire di lavoro.
E i numeri fanno orrore: negli ultimi giorni abbiamo superato di corsa i 1.200 morti complessivi, con una media spaventosa di quasi sei morti al giorno solo nell’ultimo periodo. Stiamo parlando di una mattanza che solo sui luoghi di lavoro ha già superato quota 940, correndo dritta verso i 1000 e superando purtroppo anche l’orribile sequenza registrata nel 2025. E a questo conto agghiacciante bisogna aggiungere anche le troppe morti in itinere, comprese nel totale complessivo.
Carlo Soricelli, curatore dell’osservatorio di Bologna, morto sul lavoro