
Assessora Conti: “ Anziani, un contributo fino a 600 euro all’anno per garantire l’assistenza”
di CATERINA GIUSBERTI, La Repubblica
“
La situazione degli anziani non autosufficienti in Regione «è drammatica», dice l’assessora al Welfare di viale Aldo Moro Isabella Conti. «Non basta mettere risorse — spiega — bisogna avere il coraggio di cambiare il sistema, o sarà una catastrofe sociale». Lei lo chiama «contributo collettivo per un invecchiamento dignitoso». Non l’ha mai fatto nessuno, in Italia, qualcosa di simile c’è in Giappone. Spera parta dal 2028. In pratica: «Se ad esempio dal 65esimo anno di età chiedessimo a tutti i residenti un contributo modesto, e comunque estremamente inferiore rispetto a quando spenderebbero se lasciati soli, dai 200 ai 600 euro all’anno, parametrati sull’Isee. E in cambio gli assicurassimo che non dovranno mai cercarsi una badante, che penseremmo a tutto noi, con una rete di servizi che potrebbero andare dalle strutture residenziali ai condomini solidali, alla cura domiciliare avanzata, fatta utilizzando l’intelligenza artificiale. Penso sarebbe un successo ». Una proposta rivoluzionaria, per la quale Conti invoca un patto tra gli schieramenti politici. «Se non aggrediamo subito questo tema poi sarà la giungla».
Basta guardare i numeri. «Ad oggi sono 220mila gli anziani non autosufficienti in Regione, e abbiamo 16mila posti nelle strutture accreditate, che arriveranno a 17mila coi mille che abbiamo aggiunto con l’ultima manovra. Sommando i 15mila posti nel privato siamo a 31-32mila persone in una Cra pubblica o privata. Ma là fuori ci sono circa altri 190mila anziani non autosufficienti, che non hanno accesso ad un servizio strutturato. E tra questi almeno 80mila hanno una diagnosi di demenza, quindi oltre al tema sacrosanto del rispetto dei diritti e della dignità umana c’è un tema di sicurezza pubblica: una persona con demenza lasciata sola è un pericolo per tutti, se lascia il gas aperto».
Mettere più risorse non basta, e comunque non ce ne sono abbastanza. «Se dovessimo dare un posto letto a ognuno di quei 190mila avremmo una spesa corrente di 6,5 miliardi su un bilancio di 14,3 miliardi — spiega — e comunque non basterebbe perché tra diciotto anni quegli anziani non
Sarebbe una misura parametrata all’Isee per i residenti over 65: in cambio offriremmo noi tutti i servizi
Isabella conti
Assessora regionale
autosufficienti saranno 370mila, con pensioni poverissime, per la metà senza figli, e nel 40% senza case di proprietà da vendere per pagare la badante. Quello che stiamo vivendo è solo l’antipasto di una crisi emergenziale ». Ecco perché Conti invoca un grande patto con tutti gli operatori, pubblici e privati. E si rivolge anche ai sindacati. «Sanno bene che nella legge di bilancio abbiamo aumentato di 85 milioni sulla spesa corrente l’investimento sulla non autosufficienza, e che nei prossimi due anni lo aumenteremo di altri 50 milioni». Fondi che serviranno «per 40 milioni a garantire gli adeguamenti contrattuali degli operatori. Poi 20 milioni finanziano 750 nuovi posti letto, per un tournover di 1250 posti all’anno». E «altri 5 milioni, per 100mila ore in più di domiciliarità per altre 17milapersone. Infine, 3 milioni sul fondo caregiver». Non basterà. «Per questo terminata la discussione sulla delibera dell’accreditamento, voglio partire con un grande studio collettivo. Per un «long care system» a redini pubbliche, dove chiederemo al privato di mettere in campo strumenti innovativi, come la telemedicina e l’intelligenza artificiale». Un esempio: «Un 70enne con più di due patologie diventa non autosufficiente spesso perché dimentica di prendere le medicine.
Qualcos“ a di simile c’è già in Giappone, anche qui dobbiamo cambiare modello per i non autosufficienti Spero parta nel 2028
Perché non mettergli un dispositivo in casa che con l’Ai gli ricorda di prendere le pillole, gli fa fare esercizi mentali e ogni mattina gli misura l’ossigenazione del sangue, la temperatura, la glicemia? La battaglia da sinistra è dare la possibilità a tutti di accedere a un’intelligenza artificiale pubblica. Altrimenti ci entra il mercato ed è finita, com’è successo con gli smartphone».