Il caldo è “infettivo”: la trasmissibilità dei virus con le zanzare aumenta del 20% per ogni grado in più
E’ un rischio che riguarda anche l’Italia e tutta la fascia di temperature dai 23 e i 32 gradi. Il caldo favorisce la capacità di replicazione virale di Dengue, Chikungunya e West Nile
Data pubblicazione: 4-6-2026 ore 10:40Ultimo aggiornamento: 4-6-2026 ore 10:40
L’innalzamento delle temperature aumenta la capacità di trasmissione delle arbovirosi perché favorisce la sopravvivenza e la proliferazione delle zanzare e la capacità di replicazione virale di Dengue, Chikungunya e West Nile, malattie trasmesse da insetti vettori. Per ogni grado di temperatura in più, nella fascia tra i 23 e i 32 gradi centigradi, sale infatti di oltre il 20% in media la trasmissibilità. A segnalare l’impatto delle anomalie climatiche sui cicli biologici legati alle condizioni termiche, e la conseguente esposizione di diversi Paesi, inclusa l’Italia, a un rischio crescente che si sviluppino aree più estese di focolai autoctoni, sono gli esperti nazionali e regionali nel corso del congresso dedicato alle arbovirosi e alle sfide che ci attendono per il futuro. In questo scenario, ampliandosi il rischio, diventa fondamentale rafforzare la sorveglianza e migliorare l’allerta e la tempestività degli interventi, sollecitando un ruolo più attivo della popolazione. Secondo gli specialisti ciò consentirebbe una drastica riduzione della trasmissione. Ma la lotta alle arbovirosi si gioca anche sul terreno della prevenzione e dell’educazione sanitaria con l’adozione di misure di protezione individuale e domestica, come l’uso di repellenti e la rimozione dei siti di riproduzione, anche in primavera e autunno, e non solo in piena estate.
AUMENTO DEL RISCHIO DI TRASMISSIONE, È COLPA ANCHE DEL RISCALDAMENTO GLOBALE: QUANTO E IN CHE MODO
“Le arbovirosi non sono più eventi importati e sporadici, ma si stanno progressivamente stabilizzando nel nostro territorio, sostenute da un cambiamento climatico che amplia le aree geografiche esposte. Rappresentano dunque un gruppo di malattie importanti per la salute pubblica e il dato secondo cui per ogni grado di temperatura in più aumenta di oltre il 20% il rischio di trasmissione di quelle principali, è rilevante e in linea con tre studi internazionali pubblicati su Frontiers in Climate, Tropical Medicine and Infectious Disease e Parasitology & Vector-Borne Diseases”, Nel primo lavoro, i ricercatori, da un’analisi di 45 studi condotti nei Paesi a più alta incidenza di Dengue, Brasile, Indonesia e India, hanno evidenziato l’associazione tra variabili climatiche e incidenza della malattia, calcolando un rischio del 16% in più per ogni incremento di un grado della temperatura. Il secondo studio, condotto sui 1.145 casi di West Nile registrati in Italia tra il 2012 e il 2020, ha identificato la temperatura media dell’aria come principale fattore climatico predittivo della malattia, con un aumento del 32% di rischio di ammalarsi per ogni grado centigrado in più. L’ultima ricerca, attraverso una revisione sistematica di 34 studi sperimentali, ha confermato l’impatto della temperatura sulla capacità delle zanzare di trasmettere anche la Chikungunya, con effetto più marcato al di sopra dei 28 gradi centigradi.
“Punto chiave delle anomalie climatiche è l’effetto combinato sul ciclo riproduttivo delle zanzare tigre, che diventa più rapido, e sulla stabilità di temperature più miti durante l’inverno, non più in grado di decimare le larve, come avviene in Italia, con l’effetto di una stagione attiva anticipata e prolungata”,