Scuola/educazione

Beati i primi

La nostra cultura è stata imbevuta dal concetto di competitività in ogni sua sfaccettatura; ogni adulto lo respira ovunque, sul lavoro, sui giornali, sulle riviste del benessere, poi lo passa ai figli. Che cosa è tracimato, di tutto questo, nella percezione comune della scuola? E, dopo questo bagno di agonismo di mercato, cosa è diventata la scuola italiana? È ancora aderente al dettato costituzionale o è divenuta altro, un luogo ostile dove vige il principio “beati i primi”? Un luogo dove la pietà umana è sospesa, nel consenso generalizzato, e dove, per poterne ricevere in deroga, è necessario essere dichiarati “malati”? Qual è il conto che tutto questo ci presenterà in termini di salute mentale?

Da Peppe Sini responsabile del: “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

Autore Peppe Sini – Viterbo, 8 luglio 2020. Un appello ancora attuale. Gentilissime e gentilissimi componenti della “Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani” del Senato della Repubblica,vorremmo sollecitare la vostra attenzione e il vostro impegno a sostegno della proposta di un atto legislativo finalizzato alla… Leggi tutto »Da Peppe Sini responsabile del: “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

Quali sistemi pubblici?

Autrice: Silvia Lolli insegnante di educazione fisica scuole di secondo grado. 5 marzo 2021 Mi ero ripromessa di non scrivere più articoli di carattere politico, cioè di non esternare più opinioni, perché nella melassa informativo-partitica italiana le opinioni si perdono, non servono, quando va bene possono contribuire a dare solo… Leggi tutto »Quali sistemi pubblici?

Educazione civica, una occasione persa

Saper regolare i propri processi emotivi e il proprio comportamento non è una competenza più di quanto non lo siano masticare, deglutire o sorridere. Non si apprende a masticare né a sorridere, semplicemente si abilita e si esercita una funzione della mente incarnata e relazionale. È su quella funzione che successivamente le competenze sociali e civiche specifiche di una società possono essere costruite. In ultima analisi l’unica chiave di volta che sorregge l’autorità o, se si preferisce, l’autorevolezza dell’adulto rispetto a bambini e adolescenti è il fatto che essi sentano di avere un posto nei suoi pensieri, ovvero la presenza di un legame. Allo stesso modo le competenze sociali e civiche sono il risultato di esperienze, assai più che di insegnamenti espliciti. E queste esperienze sono, ancora una volta, fondate su condivisione e legame.