Società

Per un PNRR della salute e della sicurezza nel lavoro. Basta con l’ecatombe di lavoratori e lavoratrici che muoiono su lavoro.

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Autore : Gino Rubini * Non c’è giorno che non si registri un incidente mortale sul lavoro, quando non sono due o tre. Questa persistenza del fenomeno infortunistico correlato al lavoro si protrae nel tempo con tipologie e causalità dell’accadimento che non si discostano da quanto succedeva cinquanta o sessant’anni… Leggi tutto »Per un PNRR della salute e della sicurezza nel lavoro. Basta con l’ecatombe di lavoratori e lavoratrici che muoiono su lavoro.

Gli inquinanti invisibili della mente – Parte I

Non è solo l’ambiente fisico ad essere inquinato: anche la società, i suoi messaggi e le sue rappresentazioni possono inquinare il loro mondo interno, psichico degli individui con conseguenze sul loro benessere e sulle loro scelte di vita e di salute. Ho definito “sociosfera” il complesso insieme di processi grazie ai quali un individuo forma dentro di sé una serie di modelli su cosa sia un essere umano, la società, il lavoro, le relazioni, il successo, l’amore, l’amicizia, il valore delle persone ecc., e sviluppa motivazioni specifiche verso questo o quell’aspetto. La sociosfera dunque orienta le nostre azioni, le nostre aspirazioni, le nostre scelte di piccolo e grande calibro. Ho poi proposto l’idea che la sociosfera, al pari dell’ambiente fisico, oggi registri un notevole livello di inquinamento, e mi sono messo alla ricerca di segni di questo fenomeno.

Gli inquinanti invisibili della mente – Parte II

Nella prima parte di questo articolo ho definito “sociosfera” il complesso insieme di processi grazie ai quali un individuo forma dentro di sé una serie di modelli su cosa sia un essere umano, la società, il lavoro, le relazioni, il successo, l’amore, l’amicizia, il valore delle persone ecc., e sviluppa motivazioni specifiche verso questo o quell’aspetto. La sociosfera dunque orienta le nostre azioni, le nostre aspirazioni, le nostre scelte di piccolo e grande calibro. Ho poi proposto l’idea che la sociosfera, al pari dell’ambiente fisico, oggi registri un notevole livello di inquinamento, e mi sono messo alla ricerca di segni di questo fenomeno. In questa seconda parte termino questa elencazione e propongo alcune conclusioni.

L’iceberg

Autore : Francesco Domenico Capizzi * – 12.06.2021 Nell’impegno politico-istituzionale e mediatico il monopolio acquisito dalla pandemia virale, con connesse logistiche vaccinali e a fronte di avversioni e di effetti collaterali indesiderati, espone a rischi simmetrici e maggiori: l’oblio, forse inconsapevole, delle forme cliniche di pandemie non virali ancor più estese e… Leggi tutto »L’iceberg

Scienza e certezza

Autore: Manfredi Lanza  C’è un equivoco, in qualche modo strutturale, in quanto derivante dalla natura stessa e dalle esigenze della mente umana. Nulla è, ne può essere, assolutamente certo nell’esistenza. Non sono certe le dottrine religiose. Non è certa la scienza. La verità è, a livello di esistenza, sfuggente e… Leggi tutto »Scienza e certezza

LIBERE DI SCEGLIERE

DA SCUSI LEI DEL 20 MAGGIO 2021 – NEWS LETTER SUL GENDER GAP (ABBONAMENTO DIGITALE A LA REPUBBLICA) Il 18 maggio del 1978 il Senato approva la legge sulla regolamentazione  dell’interruzione volontaria di gravidanza con 160 voti favorevoli e 148 contrari. La legge 194 viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il… Leggi tutto »LIBERE DI SCEGLIERE

Ricordo di Aldo Capitini

ALL’ASCOLTO DI ALDO CAPITINI CONTRO IL FASCISMO E LA VIOLENZA La mattina di venerdi’ 14 maggio 2021 presso il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo si e’ svolto un incontro di studio sul tema “All’ascolto di Aldo Capitini contro il… Leggi tutto »Ricordo di Aldo Capitini

“ DISSONANZE CHE OLTREPASSANO I LIMITI DELLA CONVENIENZA”

di Francesco Domenico Capizzi* Chiese vuote, cimiteri pieni, ospedali tracimanti, terapie intensive insufficienti, saracinesche chiuse in strade deserte e silenziose, tutti annichiliti nello scorrere del tempo incollati a finestre e  schermi, inquieti verso la sospirata riapertura nella convinzione che “nulla sarà più come prima”. Ma, basta una pandemia virale per “cambiare tutto”?  Per “cambiare”… Leggi tutto »“ DISSONANZE CHE OLTREPASSANO I LIMITI DELLA CONVENIENZA”

Quali sistemi pubblici?

Autrice: Silvia Lolli insegnante di educazione fisica scuole di secondo grado. 5 marzo 2021 Mi ero ripromessa di non scrivere più articoli di carattere politico, cioè di non esternare più opinioni, perché nella melassa informativo-partitica italiana le opinioni si perdono, non servono, quando va bene possono contribuire a dare solo… Leggi tutto »Quali sistemi pubblici?

Educazione civica, una occasione persa

Saper regolare i propri processi emotivi e il proprio comportamento non è una competenza più di quanto non lo siano masticare, deglutire o sorridere. Non si apprende a masticare né a sorridere, semplicemente si abilita e si esercita una funzione della mente incarnata e relazionale. È su quella funzione che successivamente le competenze sociali e civiche specifiche di una società possono essere costruite. In ultima analisi l’unica chiave di volta che sorregge l’autorità o, se si preferisce, l’autorevolezza dell’adulto rispetto a bambini e adolescenti è il fatto che essi sentano di avere un posto nei suoi pensieri, ovvero la presenza di un legame. Allo stesso modo le competenze sociali e civiche sono il risultato di esperienze, assai più che di insegnamenti espliciti. E queste esperienze sono, ancora una volta, fondate su condivisione e legame.

La medicina come ultima difesa

Autore : Francesco Domenico Capizzi * – 28.04.2021 Storia, storia della Medicina, letteratura, memoria popolare hanno registrato il rapporto di causa-effetto degli stati morbosi ancor prima che la ricerca epide­miologica, involontaria necrofora, disvelasse che l’origine delle malattie segue andamenti ben definiti riguardo a culture, appartenenze sociali, gruppi etnici, residenze urbane… Leggi tutto »La medicina come ultima difesa

Invito. Ecologist Italia, in difesa della “Casa Comune” zoom meeting 26 aprile ore 18.

Per partecipare a questo evento clicca questo Link e compila il form. I riferimenti per il collegamento verranno inviati il giorno stesso della riunione all’indirizzo e-mail indicato nel form Ecologist è il più importante giornale di ecologia a livello mondiale. Una quindicina di anni fa Teddy Goldsmith affidò a Giannozzo… Leggi tutto »Invito. Ecologist Italia, in difesa della “Casa Comune” zoom meeting 26 aprile ore 18.

Particolare da: Happiness di Steve Cutts

La Bestia, la ricompensa e l’Apocalisse dell’Occidente

La Bestia del 21° secolo è… la “voglia”, l’ipertrofia del sistema della ricompensa. Una epidemia di individui, soprattutto giovani e giovanissimi, bloccati in una inerzia che impedisce loro di completare gli studi, di curare la salute, di fare esercizio fisico. Una massa di roditori ancorati alla ricompensa piccola e immediata, consumatori anestetizzati, con al vertice una élite di turbo-cervelli con studi e master di alto livello.

Il trionfo del principio di prestazione

Il comportamento di un bambino è sottoposto quasi 24 ore per 7 giorni a qualche forma di principio di prestazione o di disciplina. Il bambino “migliore” socializza facilmente, è veloce nel capire, nel fare i compiti, nell’igiene personale, sta seduto per tutto il tempo richiesto, non fa domande salvo quando deve farle… Insomma, perfetto sotto ogni aspetto. E soprattutto: migliore del 90% degli adulti che lo circondano. Può forse stupire che l’ansia da prestazione affligga un numero di bambini e adolescenti sempre maggiore?

La fretta, patologia del terzo millennio

La mamma sveglia il suo bambino e gli dice di far presto. Escono e corrono a scuola. La mamma guida veloce poi scendono e gli dice di camminare in fretta. Il bambino entra in classe e probabilmente gli verrà detto di sbrigarsi. In tutte queste attività sarà sempre misurato il tempo che impiega, gli verrà fatto notare di essere stato lento, di essere rimasto indietro. Il bambino potrebbe avere altri impegni, nuoto, calcio… Bisognerà fare in fretta ad andare, che l’allenatore non aspetta. E prima o dopo gli impegni c’è l’invasione dei compiti e dello studio. La sera dopo cena gli verrà mostrato l’orologio sulla parete: “è tardi, è ora di andare a letto”. Bisogna fare in fretta anche quello, bisogna dormire in fretta perché domani comincia un altro giorno da fare in fretta.
E nei giorni di vacanza? Orrore all’idea che il bambino possa vivere un poco di tempo liberato dalla pressione temporale. La masturbazione non è più un peccato, ciondolare sì.

La Grande Sperimentazione

Noi abbiamo passato diversi milioni di anni ad affinare la relazione precoce madre-bambino… e appena 15 anni a distruggerla. A partire dalla 2° guerra mondiale, con un’accelerazione verso il 1960, abbiamo cominciato la più grande sperimentazione sociale intrapresa nel mondo occidentale.
C’è voluto tempo per vedere i frutti maturi di questa rivoluzione: forme di attaccamento variamente disturbate, deprivazione da relazioni intime rispecchianti e rinforzanti, una vita troppo precocemente distaccata dall’ambiente caldo e rassicurante della diade madre-bambino. I risultati li vediamo ogni giorno nelle scuole, nelle case, e, purtroppo, talvolta sui giornali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il peso globale dei disturbi mentali continua a crescere con un conseguente impatto sulla salute e sui principali aspetti sociali, umani ed economici in tutti i Paesi del mondo.

Il problema è il bambino?

Sullo snodo tra lavoro e maternità vengono avanzate periodicamente varie proposte, ma mi pare che pressoché tutte si basino in definitiva su un unico assunto: il bambino e il legame con esso sono l’ostacolo, il problema, e da essi la madre va liberata il prima possibile, tramite nidi, micronidi, app, banche del tempo tra mamme, baby sitter e ogni altra risorsa idonea.
il bambino è biologicamente strutturato per ricevere cure e accudimento da chi lo ha partorito, quantomeno nei primi mesi e questa figura non è così intercambiabile nelle prime fasi della vita del neonato. La direzione delle politiche per la maternità dovrebbe dunque partire da un assunto diverso: il problema non è allontanare il bambino dalla madre ma dare supporto, rete sociale e aiuti alla madre per occuparsi bene in serenamente del suo bambino fin quando egli ne ha un bisogno assoluto e biologico.

Bambini d’oggi

Le classi si stanno gradualmente popolando di una tipologia di bambino che potremmo provvisoriamente denominare “disorganizzato” con una definizione volutamente vaga, e che, per evitare ulteriori etichettamenti, chiameremo semplicemente “D”. Si caratterizza soprattutto per avere non bisogni speciali, bensì bisogni normali ma disattesi: ad esempio, aveva bisogno di accudimento e presenza ma è stato inserito troppo precocemente in strutture educative, aveva bisogno di tempo per maturare e apprendere ma è stato sollecitato a produrre performance che non era ancora in grado di dare.

Salute mentale: quale prevenzione?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il peso globale dei disturbi mentali continua a crescere con un conseguente impatto sulla salute e sui principali aspetti sociali, umani ed economici in tutti i Paesi del mondo. Ci sono alcune ragionevoli certezze su quali fattori predispongano allo sviluppo di psicopatologie, e una buona prevenzione primaria dovrebbe agire in modo incisivo su tutti questi fattori, che presentano però fortissime inerzialità e freni dovuti al modello socioeconomico di sviluppo.

La pandemia fra Lev Tolstoj e Cesare Lombroso

“Piuttosto che studiare le manifestazioni della potenza la storiografia moderna dovrebbe applicarsi alle cause che la formano, ma in teoria respinto il metodo antico nella pratica lo segue” (Tolstoj, Guerra e pace, Epilogo parte II, Garzanti 2007). Politica, Istituzioni e formazione dell’opinione pubblica tendono a rimanere nel solco di quel… Leggi tutto »La pandemia fra Lev Tolstoj e Cesare Lombroso

Ripensare il modello di sviluppo

Balzani Editoriale per MC 5 Ripensare la “crescita copia Vincenzo Balzani * (Dall’editoriale su Messaggero Cappuccino, settembre 2020) Man mano che la crisi si attenua, si sente sempre più frequentemente auspicare un ritorno alla “normalità”, cioè alla situazione precedente allo sviluppo della pandemia. Molti dimenticano, però, che la cosiddetta “normalità”… Leggi tutto »Ripensare il modello di sviluppo

Colloqui Interculturali Mediterranei 2020-2021

Quando si guarda la Terra da lontano, ci si rende conto della nostra condizione: siamo passeggeri di un’astronave che viaggia nell’infinità dell’universo. Su questa astronave siamo in tanti e così diversi: bianchi, neri gialli, ricchi e poveri, buoni e cattivi; nessuno se ne può andare, se non morendo, nessuno può arrivare da fuori: bisogna nascerci dentro.